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Le Borse di oggi, 13 settembre 2021. Listini Ue positivi. Nuova stretta di Pechino: Alipay sarà smembrata

MILANO – Seduta positiva per le Borse europee. Milano si muove tonica fin dal mattino, con il Ftse Mib che si conferma in rialzo dello 0,93% in chiusura. Non ci sono scossoni sulla galassia Generali-Mediobanca, con i due titoli in rialzo (+1,26% per il Leone e +0,75% per PIazzetta Cuccia) dopo che il tandem Caltagirone-Del Vecchio è uscito allo scoperto con un patto di consultazione in vista dell’assemblea per i prossimi vertici della compagnia. Sempre su Piazza Affari, bene impostata Eni (+2,49%) mentre Retelit sale per allinearsi a 3 euro al nuovo prezzo dell’Opa di Asterion. Protagonista è però Safilo, che arriva a salire del 13% dopo un accordo con Chiara Ferragni. Anche le altre Piazze del Vecchio continente sono positive: Francoforte sale dello 0,59%, Londra dello 0,58% e Parigi dello 0,2%.

Dopo una settimana negativa, in cui il Dow Jones ha perso oltre il 2%, Wall Street riparte in positivo: il Dow Jones sale dello 0,67% a 34.844 punti, lo S&P dello 0,73% a 4.491 punti e il Nasdaq dello 0,59% a 15.203 punti.

In Cina Alipay, la superapp per i pagamenti e i servizi finanziari di Alibaba da oltre 1 miliardo di utenti, sarà smembrata nella più visibile ristrutturazione del gruppo Ant Financial: di riflesso il colosso dellè-commerce fondato da Jack Ma cede a Hong Kong il 4,47%. Le autorità cinesi, ha riportato domenica il Financial Times, puntano a creare un’app separata per l’attività di prestito altamente redditizia, nella ristrutturazione più visibile del gigante fintech. I regolatori hanno già ordinato ad Ant di separare il back-end delle sue due attività di prestito, Huabei (simile a una carta di credito tradizionale) e Jiebei (che concede piccoli prestiti non garantiti), dal resto delle sue offerte finanziarie, coinvolgendo azionisti esterni. Ora, l’ultima indicazione che che Pechino vuole che le due aziende siano suddivise in un’app indipendente. Il piano vedrà anche Ant trasferire i dati degli utenti che sono alla base delle sue decisioni di prestito a una nuova joint-venture per il punteggio del credito che sarà in parte di proprietà statale, secondo fonti vicine al dossier, sulla base della considerazione che la leadership comunista ritiene che “il potere di monopolio delle big tech derivi dal loro controllo dei dati”. La mossa potrebbe rallentare l’attività di prestito di Ant, con l’enorme crescita di Huabei e Jiebei che aveva parzialmente alimentato la prevista Ipo da 35 miliardi di dollari, naufragata su volontà delle autorità cinesi a inizio novembre 2020, a 48 ore dall’esordio dei titoli alle Borse di Shanghai e Hong Kong. Ad aggravare la situazione c’è anche il fatto che l’operatore di real esate Soho China è crollato alla Borsa di Hong dove è arrivato al -40% dopo il ritiro del piano d’acquisto della società per 3 miliardi di dollari da parte del private equity americano Blackstone. Il listino di Hong Kong, arrivato a cedere più del 2%, termina gli scambi a -1,5%. Positive le alte: Shanghai riesce a salire dello 0,33% e Tokyo gira in rialzo nel finale, segnando un +0,22%.

Sul fronte valutario, l’euro chiude sopra quota 1,18 dollari, in attesa dei dati di domani sull’inflazione Usa. La moneta europea passa di mano a 1,1806 dollari e a 129,74 yen. 

Sui mercati pesano diversi fattori di instabilità, tra cui la prospettiva che la Fed possa presto iniziare a allentare parte degli ingenti stimoli monetari che ha profuso finora. Anche l’inflazione Usa è diventata un fattore di instabilità. Ad agosto i prezzi al consumo negli Stati Uniti dovrebbero passare dal 5,4% al 5,3% annuale, mantenendosi così per il quarto mese consecutivo sopra il 5% e dunque su livelli molto elevati. Chiusura in lieve calo per lo spread fra Btp e Bund. Il differenziale segna 102 punti, leggermente sotto la chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale italiano è pari allo 0,68%.

Tra le materie prime, i prezzi del petrolio incrementano i rialzi dopo il bollettino mensile dell’Opec secondo cui il prossimo anno la domanda supererà i livelli pre-Covid. L’Organizzazione dei paesi produttori prevede per il 2022 una domanda di poco meno di un milione di barili al giorno a 100,8 milioni, un livello superiore a quello del 2019 di 100,3 milioni di barili. Nel pomeriggio, il contratto consegna novembre sul Brent del mare del nord sale dello 0,78% a 73,49 dollari al barile e quello scadenza ottobre sul wti dell’1,05% a 70,45 dollari al barile.

 Da segnalare il picco del costo dell’alluminio, al top da 13 anni spinto dalle preoccupazioni sull’offerta in Cina. Prezzo dell’oro in crescita: il metallo avanza dello 0,24% a 1791 dollari l’oncia.

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