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Intesa per aumentare l’offerta di sementi biologiche

Potenziare l’offerta delle sementi bio per arrivare preparati alla sfida del Green Deal: ovvero il traguardo del 25% della superficie agricola adibita a biologico entro il 2030. È l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto al Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale di Bologna, da Anabio Cia e Arcoiris, Cac, Consorzio nazionale sementi, cooperativa La Terra e il Cielo, Cgs, Guerresi e Prometeo.

Si punta ad agevolare l’incontro tra domanda e offerta di semi green – aprendo anche a eventuali partners futuri – attraverso accordi interprofessionali con le ditte sementiere. Contestualmente la richiesta politica rivolta dagli operatori al ministero delle Politiche agricole è di sbloccare l’iter amministrativo per l’avvio del Piano nazionale di ricerca per le sementi biologiche.

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Segmento in costante crescita, il biologico ha conquistato 2 milioni di ettari in Italia, per un valore alla produzione di 3 miliardi. Nonostante l’area destinata a sementi bio nel 2020 sia aumentata del 28% rispetto al 2019, in Italia poco più del 5% della superficie sementiera nazionale è destinata alla produzione di sementi bio (circa 11mila ettari, su circa 200mila complessivi riservati all’attività di moltiplicazione del seme): poche varietà, dunque, e naturalmente più costose.

«La disponibilità sul mercato di sementi biologiche di qualità e a prezzi concorrenziali è fondamentale per un sano sviluppo del settore», chiarisce il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino. Che auspica: «La valorizzazione delle produzioni deve continuare a crescere, sostenuta dall’innovazione e dalla ricerca, per aiutare l’agricoltura bio a diventare un pilastro della sostenibilità, economica e ambientale».

Il protocollo firmato al Sana prevede che Anabio faccia da punto di raccolta delle richieste delle imprese associate formulando pre-ordini con i quantitativi di ciascuna specie. «In questo modo – spiegano da Anabio – le ditte sementiere si garantiranno una domanda che consenta loro di programmare la produzione con un’auspicabile economia di scala utile per contenere i costi».

[Fonte] RSS Feed da www.dissapore.com www.gustoblog.it www.ilsole24ore.com

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