lunedì, Settembre 20, 2021
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Il Fmi migliora le stime sulla crescita, ma le varianti del Covid possono costare 4.500 miliardi di Pil

MILANO – Il Fondo monetario internazionale rialza le stime sulla crescita ma mette in guardia dal rischio delle varianti del Covid: secondo la capo economista Gita Gopinath “se emergessero nuove varianti molto contagiose, la ripresa potrebbe deragliare e questo potrebbe pesare sul Pil globale per 4.500 miliardi di dollari entro il 2025”.

Il Fondo monetario ha aggiornato il suo outlook e ha rialzato le stime di crescita per il globo, per l’Italia e l’Eurozona. Nel caso dell’Italia, per cominciare, dopo la contrazione dell’8,9% nel 2020, il Pil è atteso crescere quest’anno del 4,9%, ovvero 0,7 punti percentuali in più rispetto al +4,2% previsto in aprile. Nel 2022 l’economia italiana è prevista crescere 4,2%, 0,6 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di aprile. L’Italia corre così più della Germania, il cui Pil è atteso crescere del 3,6% quest’anno e del 4,1% il prossimo.

In linea generale, il documento del Fondo evidenzia un mondo a due velocità con le economia avanzate che galoppano grazie alla disponibilità dei vaccini e quelle emergenti e in via di sviluppo che incontrano maggiori difficoltà. Oltre ai vaccini, la divergenza evidente fra le economie avanzate e quelle mergenti è legata anche agli stimoli pubblici messi in campo. Fra i motori del mondo ci sono gli Stati Uniti che corrono grazie agli imponenti aiuti dispiegati (la prima economia al mondo è vista in espansione del 7% quest’anno, dando un gran contributo al +6% previsto per il globo nel complesso). Ma accelerano anche “Francia, Italia, Germania e Spagna”, osserva il Fondo notando come per le economie emergenti a pesare è il rallentamento dell’Asia.

“Stimiamo che la pandemia abbia ridotto i redditi pro capite nelle economie avanzate del 2,8% rispetto ai trend pre-pandemia per il 2020-2022. Per le economie emergenti e in via di sviluppo la perdita pro capite annuale è del 6,3%”, afferma Gopinath, sottolineando come quasi “il 40% della popolazione nelle economie avanzate è completamente vaccinata a fronte di un 11% nelle economie emergenti” e di un 1% in quelle a basso reddito.

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