sabato, Settembre 18, 2021
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Cybersecurity: così la pandemia fa volare gli attacchi Double Extortion

Molti degli attacchi malware di alto profilo emersi nel 2020 sono stati di tipo “Double Extortion”. È quanto emerge dal report annuale di Yoroi, azienda italiana che si occupa di sicurezza informatica e che quotidianamente monitora tutto ciò che succede in Rete dal punto di vista dei cyber attacchi.

E questo dettaglio sulla “Double Extortion” non è per niente banale. Perché racconta di come i cybercriminali stiano affinando le loro tecniche, mettendo sempre più in difficoltà le aziende. Sono attacchi su malware avanzati che, per come ha verificato Yoroi, hanno trovato grande spinta nella condizione attuale (dunque nel mondo pandemico, che ha accelerato notevolemente verso il digitale).

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Infatti, una causa dell’indebolimento del perimetro di rete e del numero massiccio e improvviso di cambiamenti nell’infrastruttura IT, i riparti IT hanno faticato a tenere il passo con i controlli di sicurezza.

Ma cosa sono gli attacchi di tipo “Double Extortion”? Spesso vengono associati agli attacchi ransomware. Tuttavia, parlare di ransomware è estremamente riduttivo. Il modus operandi di questi attacchi è diverso. Il termine ransomware, infatti, è circolato ancor prima della nascita del fenomeno della Double Extortion: in origine gli attacchi ransomware colpivano per lo più i privati, crittografando i dati all’interno del loro pc. Invece, la dinamica coinvolge degli attacchi Double Extortion intere imprese e persino il tessuto produttivo nazionale.

«Gli attacchi di questo tipo rappresentano un importante cambio di paradigma in ambito estorsione digitale. – spiega al Sole 24 Ore Marco Ramilli, Ceo e Founder di Yoroi – Nati per rispondere alla certezza della vittima offerta da moderni sistemi di backup o disaster recovery, introducono nella fase di ricatto, la pubblicazione di documenti intimi per la vittima stessa. In questo modo la vittima non solo vede i propri sistemi informativi bloccati ma anche i propri documenti condivisi in rete. Una seconda leva psicologica estremamente significativa per ogni vittima. Ma non bisogna cedere a ricatti, non possiamo alimentare, quel mercato che devia la giustizia digitale e per questo motivo abbiamo deciso di concordare con Il Sole 24 Ore offrendo un set di informazioni gratuite per sensibilizzare il lettore sull’enorme frequenza di digitali e sul loro andamento storico in modo da incuriosire ed allertare la sua attenzione verso ciò che più è rilevante in un preciso momento».

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