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Riforma fisco, il ministro Franco: ‘Prima interventi senza costi

MILANO – La riforma del Fisco parte con il vincolo delle risorse di bilancio da dedicargli.

L’ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, in audizione alle commissioni Finanze. Gli interventi su Irpef e Irap “sono certamente i più urgenti cui sarà opportuno destinare risorse non appena saranno disponibili. L’azione di semplificazione va avviata rapidamente e più in generale tutto quello che non ha un costo per le finanze pubbliche andrebbe portato avanti fin da subito”, ha spiegato Franco. L’impegno del governo è di “predisporre un impianto di riforma che possa essere introdotto gradualmente nel tempo, man mano che recupereremo risorse nel dare attuazione alla delega stessa anche attraverso il contrasto all’evasione e la razionalizzazione della spesa”.

Per la riforma del fisco è “fondamentale il tema delle risorse disponibili: per l’alleggerimento del prelievo non possiamo mettere a rischio la tenuta dei conti in particolare in questa fase”, ha dettagliato aggiungendo che il tema delle risorse andrà “gestito nell’ambito delle prossime sessioni di bilancio”. Ora “non siamo in grado di definire i margini” di intervento. Le prospettive economiche sono “ancora soggette a un elevato grado di incertezza” per l’evoluzione della pandemia e per gli impegni di spesa da affrontare ad esempio per le trasformazioni strutturali della sanità.

Fisco, i paletti di Franco: “Attenzione ai conti”

di

Roberto Petrini

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“Entro la fine di questo mese”, il governo presenterà la proposta di legge delega sulla riforma fiscale e “terrà conto delle indicazioni contenute nel documento parlamentare”, ha assicurato in riferimento alla serie di proposte emerse dal lavoro delle Commissioni. “La patrimoniale credo di avere già detto che non è nel documento” delle commissioni Finanze “e non sarà nella delega”, ha rimarcato.

Franco ha ricordato che “non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta”. “I pilastri fondamentali del sistema, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, progressiva, e l’imposta sul valore aggiunto restano validi, ma necessitano di un profondo rinnovamento delle loro caratteristiche e del loro funzionamento”.

Dopo molti ritocchi e revisioni, che ne hanno modificato la struttura originaria, il mantenimento dell’Irap “non appare più giustificato, c’è un’esigenza di semplificazione”.

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