lunedì, Agosto 2, 2021
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Caltagirone sale al 2,88% di Mediobanca, opzione fino al 5%

MILANO – Francesco Gaetano Caltagirone rafforza la sua partecipazione in Mediobanca dall’1 al 2,88% con possibilità di salire fino al 5%. L’imprenditore romano ha comunicato alla Consob di avere una partecipazione effettiva di 26.550.000 azioni (1.000.000 di azioni in più rispetto alla partecipazione effettiva comunicata ieri, molto probabilmente frutto della opzione put che scadeva il 16 luglio scorso). La partecipazione potenziale sarebbe quindi sempre del 5,0547% del capitale sociale di Mediobanca.

Con questa mossa Caltagirone aumenta la presenza nel capitale di Piazzetta Cuccia di azionisti privati ma non legati da alcun patto di sindacato, sulla scia di Leonardo Del Vecchio che con la sua Delfin è ormai vicino a quel 20% per cui è stato autorizzato da Bce e Banca d’Italia. Anche se i due imprenditori non si coordinano tra di loro e non sono legati da alcuna azione di concerto è evidente che la pressione che insieme esercitano sul board di Mediobanca è sempre più alta: in pratica la banca d’affari non potrà portare avanti alcuna operazione straordinaria senza il benestare dei due soci forti che insieme totalizzano un 25%, cioé una quota pari alla minoranza di blocco per un’eventuale assemblea straordinaria.

Inoltre la presenza sempre più forte di Caltagirone e Del vecchio in Mediobanca ha lo scopo di influenzare sempre di più le decisioni che piazzetta Cuccia deve prendere su Generali, dove detiene quasi il 13%. Il prossimo 2 agosto si svolgerà un cda della compagnia di Trieste volto ad approvare i conti ma anche a decidere se il rinnovo del futuro cda, previsto per aprile 2022, avverrà con la presentazione di una lista da parte dello stesso cda, possibilità da poco introdotta nello statuto del Leone. Questa modalità è quella preferita dal management di piazzetta Cuccia, guidato da Alberto Nagel e Renato Pagliaro, ma è avversata dai soci privati di Mediobanca e Generali, sia Caltagirone sia Del Vecchio e dunque su questo tema si profilo uno scontro all’interno del consiglio di amministrazione.

 

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