sabato, Settembre 25, 2021
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Da Nord a Sud fra borghi e natura: ecco dove fare vacanza nell’albergo diffuso

Passare l’estate lontano dal turismo di massa con una formula di soggiorno “open”, alla scoperta di piccoli borghi e di territori con una grande storia di tradizioni alle spalle, con la quale entrare direttamente e fisicamente in contatto. La formula è quella della casa vacanza, con una sostanziale differenza: gli alloggi fanno parte di una rete o di un ecosistema che contempla tanti altri servizi (eventi, attività sportive, wellness, cucina…) rispetto a un’idea di ospitalità ben definita. In due parole “albergo diffuso”.

A Sauris per scoprire la Carnia più autentica

Borgo San Lorenzo, nel centro di Sauris, dista circa 40 chilometri da Tolmezzo e altrettanti da Auronzo di Cadore: pochi lo sanno, ma nel 1994 divenne il primo Albergo Diffuso operante in Italia con i suoi 12 alloggi (oltre alla reception) ricavati da tre stavoli, le costruzioni rurali di montagna tipiche della Carnia. Il progetto nacque grazie alla disponibilità di fondi stanziati con una legge speciale regionale e da un’idea, il “Progetto Sauris”, che prese corpo alla fine degli anni ’80 per recuperare e valorizzare tradizioni, cultura , saperi artigiani e specialità gastronomiche di un’area segnata dal terremoto del 1976. L’ Albergo Diffuso Sauris (in lingua saurana haus hörbige, letteralmente “casa ospitale”) si trasforma in società cooperativa a inizio 2007, dieci anni più tardi entra nella rete di imprese Sauris-Zahre e oggi offre decine di posti letto distribuiti fra diverse strutture del piccolo centro. Le possibilità di svago che questo “sperduto” angolo di Friuli Venezia Giulia sa offrire? Passeggiate a cavallo, trekking, canoa e tavole con i remi sul vicino lago artificiale, piscina e Spa. Ma anche corsi di artigianato locale, come quelli per l’intaglio del legno tenuti dallo scultore Hermann Plozzer.

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Albergo Diffuso di Sauris

Un viaggio esperienziale nella natura del Molise

Borgotufi è l’albergo diffuso di Castel del Giudice, in provincia di Isernia. Siamo sull’Appennino molisano-abruzzese, in un borgo segnato dalle case in pietra di tufo e dal fiume Sangro che vi scorre attraverso, impreziosito dai piatti d’autore del ristorante Il Tartufo (il pregiato fungo cresce nei boschi del luogo) e dai prodotti dei campi dove crescono diverse varietà di mele autoctone, orzo, patate viola e si coltivano orti e vigneti. È un paesaggio puro e selvaggio quello di Castel del Giudice, ma anche accogliente e autentico, la cui icona è per l’appunto Borgotufi, nato dalla rigenerazione di stalle e dimore in disuso: dallo scorso mese di giugno è un punto di arrivo e di partenza per viaggiatori e turisti in cerca di spazi e attività all’aria aperta (per esempio con le e-bike messe a disposizione dall’albergo), cucina tradizionale e relax.

Castel del Giudice – Borgotufi: centro benessere

Fra rafting, archeologia e riserve naturali

La struttura è composta da 33 unità indipendenti che offrono servizi in stile hotel, a cominciare dal centro benessere, e diverse possibilità di accoglienza per coppie, famiglie o gruppi di amici (si parte da 94 euro a camera a notte, per 2 persone, compresa la colazione). La vita nel borgo ruota intorno alla piazza principale, dove in estate si tengono eventi (come il Casteldelgiudice Buskers Festival, rassegna di arte di strada del Molise), momenti di osservazione astronomica e mostre di fotografia. Soggiornando a Borgotufi si possono raggiungere in breve le Cascate del Verde di Borrello, vivere le emozioni del rafting e della canoa sul fiume Sangro, visitare aree archeologiche sannite come quella di Pietrabbondante, immergersi nella biodiversità della riserva naturale MaB Unesco Alto Molise o seguire le “Vie dei Sensi”, i sentieri che si inoltrano tra i meleti Melise e le aziende agricole del territorio

Relais Borgo Campello

Undertourism in Umbria

Campello sul Clitunno, a una cinquantina di chilometri da Perugia e a una dozzina da Spoleto, è per diversi motivi una meta da considerare per una vacanza fuori dalle rotte turistiche più battute. Il Relais Borgo Campello , l’albergo diffuso nato dai ruderi del terremoto del 1997 in questo borgo arroccato sulle colline e cinto da mura trecentesche, è uno di questi. La vocazione all’ospitalità di un luogo che un tempo accoglieva i pellegrini in cammino sulla Via Francigena, il fascino dell’età medievale che traspare dal castello e dal monastero che costituiscono il cuore di Campello Alto e l’idea di realizzare un contesto di accoglienza che passa anche dai dettagli (vedi la scelta di utilizzare letti e materassi esclusivamente naturali e interamente riciclabili) sono alcuni degli elementi che rendono questa location unica (o quasi) nel suo genere.

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