domenica, Ottobre 17, 2021
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Le sorprese del Molise, patria del turismo d’avanguardia

Del Molise si sente parlare raramente. Inutile chiedersi come mai. Per decenni le persone se ne andavano via in cerca di fortuna altrove. E senza il turismo di moda che prima della pandemia si concentrava solo in alcune località di moda , si è preservato sia in ricchezza naturale sia in autenticità culturale.
Ma l’estate 2020, ne erano certi gli albergatori, avrebbe dovuto essere quella della riscossa, dato che il New York Times aveva inserito la regione tra le 52 mete da visitare. In un certo senso è stato così, ma invece della ribalta internazionale gli è toccata quella, preziosissima, nazionale.

Una stanza della Locanda Alfieri di Termoli

Locande slow per turisti consapevoli

«Toscani e liguri sono stati i nostri inglesi e americani. D’altra parte, se non ci fosse stato il Covid, quando mai un italiano si sarebbe tolto la curiosità di vedere com’è questo Molise di cui si sa poco e niente?», dice Manuela Cucoro della Locanda Alfieri nel borgo medievale di Termoli. Partiamo proprio da qui. Nel 2002, Manuela Cucoro è tornata per viverci, e ha comprato alcune case nel centro storico dell’XI secolo, che soffriva di un grave spopolamento. Le ha ristrutturate e ha creato il primo albergo diffuso, che gestisce «al femminile» con la figlia Mariarosaria. Un percorso analogo lo ha fatto Fabrizio Vincitorio con la Residenza Sveva e un beach club. Così si è innescato un meccanismo di sviluppo virtuoso. Sono arrivati i turisti, hanno aperto bar, ristoranti e b&b. E nell’estate 2020 c’è stato il boom di italiani, ben oltre le aspettative.

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Borgotufi Albergo Diffuso a Castel del Giudice (Isernia)

Arte a Termoli

A Termoli, più famosa per la produzione dei motori di Fiat Chrysler Alfa Romeo, c’è anche l’Adriatico (35 km in tutta la regione). E c’è il porto, da dove partono i traghetti per le isole Tremiti, e dove arrivano i pescherecci carichi di pesce fresco che i ristoranti cucinano arrosto o nel tipico brodetto. Eppure di motivi per fermarsi in questo luogo di passaggio ce ne sono parecchi. Nell’aprile 2019, ha aperto il Macte, un museo di arte contemporanea nato per esporre la collezione del Premio Termoli, che ha messo la città sulla mappa dell’arte italiana, portandovi alcuni dei più importanti artisti, performer e architetti dal 1955 a oggi.

Ferrovie antiche con fermate gourmet

Zitto, zitto, il Molise si è portato avanti. E in tempi di turismo di prossimità, lavoro a distanza, bisogno di natura , è la destinazione più esotica e necessaria che c’è. Un territorio in parte protetto dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, uno dei più antichi in Italia (fondato nel 1923), attraversato dal Tratturo Magno, via di transumanza e ora dei camminatori e dei ciclisti dall’Aquila a Foggia,244 chilometri da dividere in 9 tappe (leviedeitratturi.com). Tra le sue montagne, valli e gole passa anche la Transiberiana d’Italia, un treno storico che sembra il manifesto dello slow travel: un percorso panoramico di tre ore e mezza che va da Sulmona, in Abruzzo, a Carovilli nell’Alto Molise, con una tappa a Castel di Sangro a mezzogiorno e mezzo, l’ora ideale per pranzare (prenotazione necessaria) al Reale, il ristorante tre stelle Michelin di Niko Romito.

La Locanda Mammì ad Agnone

Anche De Niro è pronto a trasferirsi

A proposito, Stefania Di Pasquo ha imparato bene la lezione dal professore Romito: per far diventare grande un piccolo borgo bisogna offrire qualcosa di raro, unico, e molto buono. Avvalendosi della sua formazione (ha anche una laurea in economia) ha scelto di investire ad Agnone, il suo paese, dove ha aperto la Locanda Mammì, un ristorante con camere dal quale partire per la valorizzazione gastronomica del Molise. Nel suo menù, la vellutata di piselli con crumble di nocciole e sfere di caciocavallo non sono invenzioni, ma evoluzioni della cucina tipica. «Ci sforziamo di rendere la nostra terra appetibile in tutti i sensi», conclude Manuela Cucoro. E non si può negare che le proposte siano convincenti, anche senza chiamare in causa testimonial come Robert De Niro, da sempre orgoglioso delle sue origini molisane, e tentato di tornarci nel caso le elezioni presidenziali americane fossero andate contro i suoi desideri. Ma poi è stato eletto Biden, e ha deciso di fermarsi a New York. Per il momento.

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