domenica, Ottobre 17, 2021
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Dal Grand Hotel Parker’s a Posillipo, Napoli in estate riscopre il suo legame con l’acqua

Ritornare a Napoli in estate, dopo la lunga chiusura dentro le nostre case, significa immergersi nel suo profondo rapporto con l’acqua. Cominciando dal posto in cui soggiornare, quel Gran Hotel Parker’s, il primo grande albergo aperto in città alla fine dell’800 da Sir George Parker che era biologo marino e quindi adorava il mare. Dalle sue stanze eleganti si gode una vista splendida che va dal Vesuvio a Capri, sino a Posillipo. A colazione il panorama è luminoso, limpido, la sera mentre si cena al Ristorante George dove lo chef Domenico Candela si è meritatamente guadagnato la stella Michelin coi suoi piatti che combinano i sapori napoletani veraci con il minimalismo della cucina asiatica, l’atmosfera diventa davvero romantica.

Dall’acquario Dohrn ai Lidi di Palazzo Donn’Anna

Vedendolo il mare lì sotto, viene naturale andare a visitare le nuove vasche, aperte da pochissimo, della Stazione Zoologica Anton Dohrn col suo acquario così stimato e il personale scientificamente tanto preparato da confermare il giudizio positivo che gli diede Charles Darwin durante la visita alla città partenopea. Il mare qui ha un legame simbiotico con l’architettura della città e con la sua vegetazione: si lambisce la costa camminando sino a al Parco Virgiliano, una salita che permette di gettare lo sguardo dentro i parchi delle ville con la loro vegetazione un po’ curata e un po’ anarchica, mentre al ritorno si entra nei lidi più antichi: il Bagno Elena allunga come un lingua la sua terrazza sopra l’acqua a ridosso di Palazzo Donn’Anna, mentre il suo dirimpettaio Serena, dal maiolicato accesso nascono tra le case della riva di fronte, che tiene aperto il suo ristorante sulla sabbia anche in inverno: piace ai ragazzi perché festeggiano sorridenti con gli amici la fine della scuola e poi pagaiano nel mare.

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Il Real Bosco di Capodimonte: un giardino selvatico chic

Marechiaro non è lontano: si può mangiare da Cicciotto, un ristorante sul mare, nato negli anni ’40, simbolo della dolce vita napoletana, dove il pesce cucinato è stato pescato davvero poco prima. Poi ancora una passeggiata in quel Real Bosco di Capodimonte che da quando il Museo stesso lo ha avuto in adozione, è diventato la meta del trekking botanico in serenità più amato dai napoletani: da lì si vede il mare e poi lui, il Vesuvio. Che è la meta successiva di questo viaggio-riscoperta: bisogna prenotare il biglietto in anticipo perché altrimenti non è possibile oltrepassare i “burberi” tornelli. Lo spettacolo della natura comincia già mentre si superano i tornanti in automobile perché ogni curva regala una prospettiva diversa, e poi ecco la lava, i fiori spontanei, la ginestra gialla sullo sfondo minerale che brilla.

Teatro in notturna a Pompei e snorkeling a Baia

Già che ci si trova nei pressi di Ercolano, al ritorno, si può scegliere di visitare i suoi scavi oppure optare su Pompei per mangiare prima una pizza davvero buona da 21 Grammi, e poi entrare nel Parco Archeologico approfittando della possibilità di assistere agli spettacoli teatrali di somma qualità che si organizzano in notturna. Ancora mare e storia unite insieme: il Parco archeologico di Baia e Bacoli racconta questo sposalizio col mare perché prima si scoprono le terme coi suoi bagni dal soffitto aperto verso il cielo, poi ci si può immergere o navigare con una barca dalla chiglia trasparente per ammirare da vicino i mosaici, le statue, i resti delle ville e (https://www.baiasommersa.it/) inghiottite dalle acque proprio di fronte alle vestigia romane.

Gran finale a Cuma guardando il Lago Averno

A pochi chilometri di distanza c’è Cuma con l’Antro della Sibilla misterioso, fresco, curioso da scoprire, per poi salire sull’acropoli tra i resti del Tempio di Giove da cui godersi la linea tratteggiata dalla costa, il profilo di Procida e il Lago di Averno che ha fatto vincere il Nobel per la Letteratura alla poetessa Louise Gluck, pubblicata dalla Libreria partenopea Dante & Descartes dove sanno che il mare è pura poesia.

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