domenica, Ottobre 17, 2021
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La casa vacanza si prenota online, ma occhio alle truffe: i consigli di Airbnb

Fra vaccini e Green Pass, condizioni favorevoli per il booking e restrizioni quasi del tutto e quasi ovunque rimosse, la stagione vacanziera è entrata nel vivo. Molti indicatori confermano però quelle che erano le aspettative di inizio anno: l’estate 2021 sarà tendenzialmente ancora segnata dal turismo domestico, con una predilezione assoluta per le soluzioni in case vacanza, anche lontano dalle mete più gettonate. Con la piscina eletta a “must have”. Se guardiamo ai dati di Airbnb, la tendenza è più che evidente: le prenotazioni di alloggi per gruppi e famiglie dalle cinque persone in su sono arrivate al 53% del totale (rispetto al 33% dell’estate 2019) mentre le notti riservate in una destinazione rurale sono salite dal 21% al 37%.

Vola la vacanza online, ma è boom di segnalazioni di frodi

Se l’aumento delle prenotazioni online della vacanza è indiscutibile (secondo l’Osservatorio multicanalità del Politecnico di Milano e di Nielsen il 65% degli italiani acquista un viaggio o un soggiorno esclusivamente su Internet oppure alternando il Web ai canali tradizionali), altrettanto diffuso è il rischio di imbattersi in tentativi di truffa che prendono di mira gli utenti. Nel 2020 le segnalazioni di frodi sul sito della Polizia Postale sono cresciute del 142% rispetto all’anno precedente e parliamo di un fenomeno in parte nascosto, che corre esternamente ai circuiti di booking ufficiali (le frodi più comuni avvengono su siti cloni) e che ha indotto la stessa Polizia Postale, Altroconsumo e Airbnb a rilanciare una campagna di informazione per aiutare i meno avvezzi all’organizzazione fai da te della vacanza a riconoscere, attraverso precisi suggerimenti, i tentativi di raggiro più e i profili dei truffatori più comuni.

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I consigli per non farsi fregare

Per evitare rischi “inutili”, il primo consiglio degli esperti di Airbnb è quello di gestire tutto l’iter di prenotazione (pagamento ovviamente incluso) rimanendo sulla piattaforma. Tutti i contatti e le comunicazioni tra host e guest, insomma, è bene avvengano sempre all’interno del sito o dell’applicazione ufficiale, e qui intermediate e controllate. In caso contrario, se la trattativa assume una forma privata con il proprietario della casa vacanza (trovata magari su siti secondari o per il passaparola sui social network) o se l’host “pirata” sposta la comunicazione su una casella di posta personale (e la procedura di prenotazione su un sito clone), dopo aver creato un annuncio reale su Airbnb e averlo successivamente rimosso, ci si espone al rischio di truffa senza tutela e protezione alcuna.

Occhio ai metodi di pagamento richiesti

Se viene richiesta una caparra con un bonifico, soprattutto se di un importo significativo, anziché il pagamento dell’intera quota con carta di credito, è segno che si è “atterrati” su un sito civetta che nasconde la frode. Nel caso di Airbnb, infatti, la tariffa pagata con carta di credito viene trattenuta al momento della prenotazione e girata all’host solamente 24 ore dopo l’avvenuto check-in e la verifica da parte dell’ospite che tutto corrisponda a quanto acquistato. In caso di problemi o disservizi di varia natura si contatta e l’assistenza clienti di Airbnb, che per contratto deve attivarsi 24 ore su 24 per risolvere il problema, rispondere in qualsiasi momento alle segnalazioni di eventuali comportamenti sospetti e trovare una soluzione, concordandola se necessario con il padrone di casa.

Assistenza 24×7 solo sui canali ufficiali

Il rischio di partire per la vacanza e di non trovare l’alloggio una volta arrivati a destinazione, se la prenotazione è effettuata su piattaforme ufficiali, è estremamente raro e lo confermano con decisione gli specialisti di Airbnb, che invitano però a distinguere una truffa vera e propria da un disservizio che potrebbe essere anche importante (location o posizione non corrispondente alla descrizione, apparecchiature non funzionanti, cambio di sistemazione…). In questo caso, come detto, entrano comunque in gioco il servizio di assistenza e le eventuali successive azioni a risarcimento del cliente e nei confronti dell’host (compresa la cancellazione del profilo) mentre non c’è alcun paracadute per l’utente se, per ridurre i costi della vacanza ed evitare le commissioni della piattaforma, si annulla la prenotazione e si procede direttamente con il proprietario della casa.

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