domenica, Ottobre 17, 2021
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Allattamento e vaccini anti-covid: buone notizie

I vaccini anti-covid non arrivano nel latte materno; gli anticorpi stimolati dalla vaccinazione, sì, e questa è un’ottima notizia per i neonati, vulnerabili alla covid come ad altre infezioni. Un articolo divulgativo pubblicato su Nature riporta i risultati di un paio di studi recenti sul tema, per dare risposte alle donne in allattamento in attesa dei vaccini anti-covid.

Secondo le Società Scientifiche Nazionali ed Internazionali del settore neonatologico e pediatrico, i vaccini anti-covid andrebbero offerti senza esitazioni alle donne che allattano al seno e che per ogni altro aspetto siano vaccinabili. Non è opportuna l’interruzione dell’allattamento né la proposta di una scelta tra allattare e vaccinarsi, anche perché gli anticorpi prodotti dalla madre si trasmettono al neonato proprio attraverso il latte materno.

Sicurezza: che cosa dice la scienza . Nonostante queste chiare prese di posizione, sul tema allattamento e vaccini circolano ancora incertezze e disinformazione. Alcuni timori sono frutto dell’esperienza pregressa: è per esempio sconsigliato essere vaccinati contro la febbre gialla mentre si è in allattamento, perché questo vaccino è a base di un virus attenuato, e si vuole evitare un’eventuale infezione nel neonato. Non è però una preoccupazione valida per i vaccini anti-covid attualmente disponibili, che veicolano soltanto le istruzioni per codificare la proteina spike e non contengono parti del virus della covid, né sono in grado di generare un’infezione.

Altre cautele sono invece semplicemente frutto di disinformazione: una di queste è suggerire alle madri che allattano e si vaccinano di scartare il latte prodotto in prossimità della vaccinazione e di non darlo al bambino. Così facendo si perderebbe infatti la possibilità di trasmettere al neonato le difese immunitarie acquisite.

Conferme sperimentali. Il primo studio citato su Nature è servito a dimostrare che le donne che stanno allattando beneficiano dei vaccini anti-covid così come tutti gli altri. Kathryn Gray, medico specialista in salute materna e fetale del Women’s Hospital di Boston, Massachusetts, ha studiato la risposta immunitaria prodotta da 131 donne in gravidanza, in allattamento o in nessuna delle due condizioni vaccinate con Pfizer o Moderna. Le donne in allattamento hanno generato la stessa, importante quantità di anticorpi di tutte le altre. Un secondo studio dello stesso gruppo ha confermato che la quantità di anticorpi contro il SARS-CoV-2 aumenta con la seconda dose dei vaccini.

Nessuna traccia nel latte. Rimaneva da capire se i vaccini potessero risultare nocivi per i neonati (come alcuni farmaci, sconsigliati in allattamento). Le case farmaceutiche avevano già chiarito che i vaccini a mRNA non sono in grado di arrivare fino al latte materno: il fragile RNA messaggero è pensato per degradarsi così rapidamente che di rado lascia le cellule dove è stato iniettato, dunque non si libera nella circolazione sanguigna né tanto meno arriva al seno. Per fugare ogni dubbio, comunque, Gaw e colleghi hanno analizzato campioni di latte materno di sei donne fino a due giorni dopo l’iniezione dei vaccini di Pfizer o Moderna e non hanno trovato alcuna traccia di mRNA. Le analisi saranno ripetute su un numero maggiore di campioni e su tutti i vaccini approvati negli USA finora.

Protezione provvisoria. I bambini non nascono con un sistema efficiente di produzione di anticorpi contro virus e batteri. Lo acquisiscono dopo tre, sei mesi, e prima di allora è il latte materno, a fornire le difese immunitarie contro possibili infezioni. Nelle neomamme, le cellule B producono costantemente anticorpi; quando comincia l’allattamento, le ghiandole mammarie richiamano le cellule B “sul posto”, dove produrranno migliaia di anticorpi al secondo.

Risultati preliminari suggeriscono che questi anticorpi siano anche efficaci nel proteggere i neonati dalla covid, ma lo scudo immunitario funziona soltanto finché gli anticorpi persistono nell’organismo della madre. Molto dipende dalla concentrazione di anticorpi presente nel latte materno, e dalla durata dell’allattamento: il sospetto è che gli anticorpi che arrivano ai neonati attraverso il latte creino una momentanea protezione nel cavo orale e nell’esofago (non entrano nel sangue dei neonati), e vengano però digeriti poi assieme al latte nel giro di qualche ora o giorno. Quella così trasmessa è – insomma – un’immunità parziale, che cessa probabilmente con la fine dell’allattamento.

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