venerdì, Settembre 24, 2021
Disponibile su Google Play
HomeMangiareDa Riso Gallo ai piccoli produttori così le sementi diventano più pulite...

Da Riso Gallo ai piccoli produttori così le sementi diventano più pulite e la filiera sostenibile

Gustoso, salubre, versatile, il riso italiano è un’eccellenza del nostro patrimonio agroalimentare. Tra i temi portanti della risicoltura c’è oggi quello della salubrità e sostenibilità ambientale e sociale. Secondo la recente indagine di McKinsey&Company, il 27% degli italiani dichiara che nel 2021 acquisterà più prodotti eco-friendly e sostenibili rispetto al periodo pre Covid. Un aspetto che Riso Gallo aveva già previsto quando nel 2018 ha lanciato il programma di sostenibilità Coltiviamo il Futuro in collaborazione con le principali organizzazioni della filiera: Università, laboratori, multinazionali dell’agrofarmaco e sementieri, fino a includere anche i partner per lo sviluppo degli imballaggi e per la valorizzazione dei sottoprodotti della lavorazione del riso in prospettiva di economia circolare.

Da questo percorso nasce oggi la “Carta del Riso” che si focalizza sugli aspetti agronomici, comprendendo tuttavia anche misure che hanno un impatto diretto sulla tutela del territorio, dell’ambiente e delle persone che ci operano. Un “patto” che Riso Gallo intende stringere in prima istanza con gli operatori chiave della filiera, ossia gli agricoltori. L’azienda pavese, infatti, si impegna a passare, per una quota progressivamente sempre più rilevante della propria produzione, da una prospettiva di “riso sostenibile” a una di “riso che sostiene”, capace cioè, partendo dalla cura dell’ambiente e del territorio, di andare anche oltre l’ambito agricolo, allargando lo sguardo a monte, ossia alla selezione delle materie prime e al benessere dei lavoratori della filiera.

Loading…

Anche altre piccole realtà nostrane hanno sposato da subito questa filosofia, tanto da porre l’Italia tra i Paesi più all’avanguardia su questo aspetto. Meracinque a Roncoferraro (Mn) coltiva solo Carnaroli in purezza e la sua storia è legata alle cinque giovanissimi sorelle Tovo – tra i 23 e i 33 anni – che nel 2017 hanno dato vita all’azienda, in un lembo di pianura tra Veneto e Lombardia. Si tratta di un riso micro naturale, l’unico ottenuto con un metodo brevettato di origine giapponese che rispetta la natura . Il riso infatti non è trattato chimicamente con insetticidi e pesticidi. Fa parte dell’1% di terreni italiani coltivati con i metodi dell’Agricoltura 4.0, basata sull’utilizzo armonico e interconnesso di tecnologie differenti: mappatura del suolo con scanner, semina a rateo variabile, cover crops, minima lavorazione, rotazione dei terreni e utilizzo razionale e giustificato dei fitofarmaci. Meracinque investe in un packaging 100% compostabile. Vanta infine un bassissimo livello di arsenico inorganico rilevato (0,047 mg/kg) ben al di sotto dei limiti di legge consentiti (0,200 mg/kg).

Nella provincia pavese, Riserva San Massimo sorge all’interno di un’area naturale di oltre 800 ettari nel Parco del Ticino, esempio unico di conservazione della biodiversità. Il territorio agricolo della Riserva, a Gropello Cairoli (Pv), è straordinariamente fertile e consente di concimare poco i terreni e di utilizzare un sistema di agricoltura bio integrata. «Di recente abbiamo iniziato un percorso di restyling della nostra immagine per aprirci ai mercati esteri – afferma Maria Antonello, proprietaria di Riserva San Massimo –. Uno degli obiettivi è infatti di rivolgerci anche a quei clienti stranieri che nutrono un forte interesse nei confronti delle eccellenze gastronomiche italiane».

«Un anno, il 2020, decisamente particolare che ha scombinato le carte – dice Giovanni Testa, proprietario di RisoTesta – ma che ha premiato i prodotti di qualità». Al punto che il 2021 è iniziato con la “scoperta” di RisoTesta in America. Le varietà delle risaie di San Pietro Mosezzo (No), in particolare il Baldo Riserva, hanno attraversato l’oceano per arrivare sulla tavola degli appassionati americani della buona cucina italiana. Ma le richieste per questo riso made in Italy arrivano anche dagli Emirati Arabi e dall’Europa (Francia, Germania, Inghilterra e Svizzera).

[Fonte] RSS Feed da www.dissapore.com www.gustoblog.it www.ilsole24ore.com

Covid Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle d’Aosta Veneto Italia Agrigento Alessandria Ancona Aosta Arezzo Ascoli Piceno Asti Avellino Bari Barletta-Andria-Trani Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Bolzano Brescia Brindisi Cagliari Caltanissetta Campobasso Carbonia-Iglesias Caserta Catania Catanzaro Chieti Como Cosenza Cremona Crotone Cuneo Enna Fermo Ferrara Firenze Foggia Forlì-Cesena Frosinone Genova Gorizia Grosseto Imperia Isernia La Spezia L’Aquila Latina Lecce Lecco Livorno Lodi Lucca Macerata Mantova Massa-Carrara Matera Messina Milano Modena Monza e della Brianza Napoli Novara Nuoro Olbia-Tempio Oristano Padova Palermo Parma Pavia Perugia Pesaro e Urbino Pescara Piacenza Pisa Pistoia Pordenone Potenza Prato Ragusa Ravenna Reggio Calabria Reggio Emilia Rieti Rimini Roma Rovigo Salerno Medio Campidano Sassari Savona Siena Siracusa Sondrio Taranto Teramo Terni Torino Ogliastra Trapani Trento Treviso Trieste Udine Varese Venezia Verbano-Cusio-Ossola Vercelli Verona Vibo Valentia Vicenza Viterbo

YouGoNews