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Federvini, due donne alla guida:«Vino e spirits, serve consumo consapevole e più promozione»

La ripresa ci sarà, anzi, già c’è e consentirà di recuperare quanto è stato perso. Non solo. Ci sono i presupposti per un robusto rimbalzo per il vino italiano che potrebbe proiettarlo sui mercati più in alto di dove era prima dell’emergenza Covid.

Nasce all’insegna dell’ottimismo la nuova stagione di Federvini (l’associazione dei produttori di vini, liquori, grappe e aceti), che per il prossimo quadriennio vedrà protagoniste due donne: Micaela Pallini – alla guida dell’azienda romana Pallini, leader nel settore dei liquori, appena nominata presidente – che sarà affiancata al vertice del Gruppo Vino da Albiera Antinori, presidente di Antinori prima cantina privata italiana.

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«Capisco – spiega Micaela Pallini – che ancora venga vista come una novità che le donne guidino associazioni di imprenditori. La realtà è che i tempi sono maturi. Sempre più donne anche nel nostro Paese guidano aziende. Abbiamo già dimostrato di saper lavorare bene in squadra senza sovrapposizioni. I tempi erano maturi per una guida al femminile e perché le donne vengano messe alla prova e giudicate in base al loro operato».

«Per alcuni – aggiunge Albiera Antinori – il mondo del vino e anche quello degli spirits sono percepiti ancora come un universo maschile. Nella realtà tante donne guidano cantine italiane, distillerie, aziende produttrici di aceti e questo si è semplicemente riflesso sull’associazione che è espressione di questi settori».

Le due imprenditrici hanno le idee chiare su quali siano le priorità del vino e delle bevande alcoliche made in Italy, due settori colpiti dall’emergenza Covid soprattutto a causa della prolungata chiusura sia in Italia che all’estero di bar e ristoranti. Un aspetto al quale, per il comparto dei liquori e in una sorta di “tempesta perfetta”, negli ultimi mesi si sono aggiunti anche i dazi Usa – ora sospesi – interrompendo così un trend di crescita che aveva visto le esportazioni di spirits quasi raddoppiare negli ultimi cinque anni. Uno sviluppo tumultuoso legato alla ‘mixology’ ovvero all’utilizzo, in particolare nei paesi anglosassoni, di liquori e alcolici made in Italy come ingredienti di cocktail e aperitivi.

[Fonte] RSS Feed da www.dissapore.com www.gustoblog.it www.ilsole24ore.com

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