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I sindacati tornano in piazza: “Serve proroga per tutti del blocco dei licenziamenti”

MILANO – I sindacati tornano in piazza con il tema del blocco dei licenziamenti che resta in cima alle preoccupazioni delle organizzazioni dei lavoratori. “E’ il momento di unire non di dividere e non è il momento di ulteriori fratture sociali”, ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini a Torino, una delle tre città insieme a Bari e Firenze dove è in corso la manifestazione unitaria.

“Chiediamo qui oggi che ci sia la proroga del blocco dei licenziamenti. Chiediamo che il governo faccia questo atto di attenzione verso il mondo del lavoro”, ha aggiunto. Quindi il segretario ha chiamato in causa direttamente il presidente del Consiglio: sbloccare i licenziamenti dal primo di luglio è “un errore”.

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“La sicurezza deve diventare non un costo, ma un investimento e una carta d’identità di qualità del nostro Paese”, ha detto. “La mobilizzazione che ci ha portato oggi qui in piazza – ha aggiunto – l’abbiamo cominciata il 20 maggio con una giornata di assemblea in tutti i luoghi di lavoro per la sicurezza. Perché continuare ad avere due o tre persone al giorno che muoiono vuol dire che siamo in una strage di cui si fa finta di non parlare o che non si vuole affrontare”.

“In pandemia molte attività sono andate avanti anche quando il protocollo sicurezza non c’era. Ci sono lavoratrici e lavoratori che ci hanno rimesso la vita, per garantire servizi e democrazia in questo paese. Allora tutti dicevano che il lavoro era essenziale, nei supermercati e ospedali. Allora eravamo degli eroi”, ha detto Landini nel corso del suo intervento a Torino.

Licenziamenti, i sindacati tornano in piazza. Landini: “Ci ascoltino o sarà mobilitazione”

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Nonostante l’apertura del governo verso un prolungamento dello stop solo per alcuni settori, a partire dal tessile – particolarmente in sofferenza  – la posizione dei sindacati su questo punto resta ferma per una proroga indifferenziata per tutti i settori, concetti ribadito anche dal segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri in una intervista a Repubblica.

Bombardieri oggi dal palco di Bari rilancia l’allarme: “Bisogna fare attenzione, ci sono crisi e situazioni che rischiano di esplodere, dobbiamo evitare che questo diventi una bomba sociale a partire dall’1 luglio”, ha detto. Un rischio “effettivo”, riconosce il ministro del Lavoro Andrea Orlando all’opera per ampliare i settori nei confronti dei quali allungare il blocco e assicura: “Interverremo in tempo”. Il rischio di tensioni sociali “noi lo denunciamo da un po’ di tempo – aggiunge Bombardieri – quando lo facciamo noi ci dicono che siamo dei terroristi, noi abbiamo, purtroppo o per fortuna, la capacità di ascoltare le persone che soffrono, che oggi vedono messo a rischio il loro futuro”.

 “Ieri qui in Puglia abbiamo registrato due ulteriori vittime, figlie di una logica aberrante, perchè non si vuole soltanto ripartire, si vuole recuperare il profitto perduto in questo anno e quel profitto si recupera sulla pelle dei lavoratori”, ha detto ancora Bombardieri.

“Oggi mandiamo un messaggio forte unitario al governo alle associazioni datoriali sulla necessità di ripartire insieme. Sollecitiamo il governo a aprire urgentemente una fase di confronto unitario di ascolto e dialogo per rimettere al centro come priorità il lavoro, la crescita, lo sviluppo, la coesione sociale. Una grande discussione per arrivare a negoziare un nuovo e moderno patto sociale per la crescita lo sviluppo e l’equità”, ha detto invece il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra a margine della manifestazione nazionale dei sindacati a Firenze, in piazza Santa Croce.

“Stiamo chiedendo da settimane di prorogare l’uscita dal blocco dei licenziamenti almeno fino alla fine del mese di ottobre. Dobbiamo scongiurare nuovi licenziamenti che andrebbero ad aggiungersi al milione di posti di lavoro che abbiamo persi negli ultimi 15 mesi. La priorità del paese è di rilanciare il lavoro e gli investimenti, non i licenziamenti”, ha detto ancora il leader Cisl.

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