mercoledì, Luglio 28, 2021
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Le identità non-binarie degli adolescenti

Il (secondo) coming out dell’attore Page, che ha scelto il nome di Elliot e i pronomi ‘he’ (maschile) e ‘they’ (neutro), ha creato un certo turbamento mediatico. La star di Juno, che già dopo il suo primo coming out (al tempo, come lesbica) era diventata un’icona molto amata dalla comunità LGBT+ più giovane, ha dichiarato un’identità non-binaria.

Non-binary, genderqueer, agender, no gender, genderfluid. Le identità che vanno oltre il maschile e il femminile, sempre più frequenti tra gli/le adolescenti, costituiscono un elenco potenzialmente infinito, un ampio spettro che scardina il binarismo di genere e ci pone interrogativi profondi sul senso che diamo oggi a parole come “identità”, “genere” e “corpo”.

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Millennials

Come sta cambiando, nelle nuove generazioni, il rapporto tra questi tre termini? Per molti millennials le imposizioni dei ruoli di genere sono sempre più evidenti e soffocanti. Eppure, nella maggior parte del mondo, è ancora dominante un modello cristallizzato M/F, basato su stereotipi che promuovono un maschile portato al dominio (e alla sopraffazione) e un femminile assegnato alla fragilità (e alla dipendenza).

I rapporti normati di coppia continuano a raccontare la vulnerabilità, la frustrazione, la violenza (basta guardare le statistiche sulla violenza domestica nei mesi di lockdown, per esempio il dato italiano del numero verde anti-violenza che nel periodo marzo-ottobre 2020 ha registrato un incremento del 70% di contatti rispetto all’anno precedente).

Liquidità postmoderna

Per i giovani, formatisi nella liquidità postmoderna, è sempre più difficile convivere con norme identitarie solidificate, vincoli culturali di genere, corpi sempre in guerra tra loro. La sofferenza psichica degli adolescenti oggi è più che mai attraversata da una ricerca sospesa nel vuoto. Generi multipli e corpi fortemente “personalizzati” che si fanno, per usare un’espressione di Judith Butler, “liberamente fluttuanti”. Lo racconta bene la serie di Luca Guadagnino We are what we are (nota con l’acronimo WAWWA), con personaggi per i quali e le quali identità, genere e corpo sono realtà sempre più soggettive e soggettivizzate.

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