lunedì, Luglio 26, 2021
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Le Borse di oggi, 18 giugno. Le Fed agita ancora i mercati, Borse Ue in calo

MILANO –  Le Borse europee chiudono in calo in un finale di settimana in cui i mercati si riassestano dopo le parole della Fed di mercoledì, con la banca centrale Usa che ha aperto a un aumento dei tassi già a partire dal 2023, in anticipo sulla tabella di marcia. Indicazioni che ieri hanno spinto il dollaro vicino ai massimi da nove mesi, con l’euro che oggi si è fermato poco sotto quota 1,19 dollari. Seduta ad alto tasso di volatilità oggi sui mercati, in quella che gli investitori definiscono la giornata delle quattro streghe, l’appuntamento in cui scadono simultaneamente future e opzioni su indici e azioni, delineando una giornata segnata spesso da un ampio volume di scambi.

Milano cede in avvio l’1,93%, Londra l’1,95%, Francoforte cede l’1,77% e Parigi l’1,96%. Giù anche Wall Street:  il Dow Jones perde l’1,57%, il Nasdaq cede lo 0,92% e lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,31%. Contrastate le piazze finanziarie asiatiche, con Tokyo che si ferma a -0,19% dopo le decisioni della Banca centrale nipponica di mantenere invariate le proprie misure di politica monetaria anti-Covid fino a marzo 2022, e gli indici cinese in cauto rialzo.

Materie prime in parziale recupero dopo il crollo di ieri legato alla decisione della Cina di liberare alcune riserve di metalli chiave come rame e alluminio nell’ambito di un programma teso a frenare le speculazione dei mercati. Una mossa che aveva spinto al ribasso i principali futures del settore e che oggi sono in lieve riazo, con l’oro in mattina a +0,05%.

RIsalgono le quotazioni del petrolio nel pomeriggio. I contratti sul greggio Wti salgono dello 1,25% a 71,93 dollari, quelli sul Brent fanno +0,74% a 73,62 dollari.

In calo il prezzo del petrolio: sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti cedono lo 0,69% a 70,55 dollari e quelli sul Brent lo 0,79% a 72,51 dollari. Sulle quotazioni pesano il rafforzamento del dollaro dopo che la Federal Reserve ha detto che potrebbe aumentare i tassi di interesse nel 2023 e le trattative tra Stati Uniti e Iran per un accordo sul nucleare, che liberebbe le esportazioni di Teheran.
 

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