mercoledì, Luglio 28, 2021
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Sonno, le «allodole» tendono ad essere più felici dei «gufi». Ecco perché

Le «allodole» tendono ad essere più felici dei «gufi» e più protette dalla depressione. Lo dimostra un nuovo studio sul sonno, pubblicato sul Journal of Molecular Psychiatry, secondo cui i nottambuli sperimentano più disturbi dell’umore e sono a maggior rischio di ansia.

I ricercatori, coordinati da Jessica O’Loughlin dell’Università di Exeter, suggeriscono che il vantaggio di chi è geneticamente programmato per essere mattiniero potrebbe essere dovuto al fatto che la società è impostata per le «allodole», con un orario standard di lavoro che va dalle 9 alle 17.

Il team si è basato su ricerche precedenti che hanno mappato 351 geni legati all’essere mattinieri o nottambuli, e ha utilizzato un procedimento statistico chiamato «randomizzazione mendeliana» per stabilire se questi geni fossero connessi casualmente a sette diverse condizioni di salute mentale, inclusa la depressione maggiore. Sono stati utilizzati i dati raccolti dalla Biobanca britannica.

I ricercatori hanno anche sviluppato una nuova definizione del «jetlag sociale», che misura la variazione del ritmo del sonno tra i giorni di lavoro e quelli liberi, e l’ha calcolato in oltre 85.000 partecipanti alla Biobanca britannica per i quali erano disponibili dati sul sonno, tramite monitor indossati al polso.

«Abbiamo scoperto che le persone disallineate rispetto al loro orologio biologico naturale avevano maggiori probabilità di segnalare depressione e ansia e un livello inferiore di benessere», spiega O’Loughlin. «Abbiamo anche trovato prove concrete del fatto che essere una persona mattiniera protegga dalla depressione e migliori il benessere. Pensiamo che questo possa essere spiegato dal fatto che, per soddisfare le esigenze della società, i nottambuli hanno maggiori probabilità di sfidare i loro orologi biologici naturali, dovendo svegliarsi presto per andare al lavoro». I mattinieri, invece, hanno più probabilità di essere allineate al loro ritmo naturale e di non dover sconvolgere i loro ritmi circadiani. Un orologio biologico disallineato, però, può avere gravi conseguenze a lungo termine.

«La pandemia di Covid», ha aggiunto l’autrice senior, Jessica Tyrrell, dell’Università di Exeter, «ha introdotto una nuova flessibilità nei modelli di lavoro per molte persone. La nostra ricerca indica che l’allineamento degli orari all’orologio biologico naturale può migliorare la salute mentale e aumentare il livello di benessere nei nottambuli».

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