martedì, Luglio 27, 2021
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Le Borse di oggi, 15 giugno. Listin Ue in rialzo, mercati in attesa della Fed

MILANO – Giornata di cautela per le Borse europee, con i fari puntati alla riunione del comitato di politica monetaria della Fed, in programma oggi e domani. Sul tavolo della Banca Centrale americana c’è soprattutto il tema inflazione, con l’ultimo dato diffuso giovedì scorso che ha messo in evidenza un rialzo del 5% dei prezzi su base tendenziale, oltre le stime e ben oltre il target del 2% normalmente tenuto in considerazione dalle banche centrali. Fino ad ora la Fed ha rassicurato i mercati in ogni occasione che la fiammata dell’inflazione sarà temporanea e dunque non ha in programma alcun intervento correttivo sulla propria politica monetaria espansiva, scenario particolarmente temuto dagli investitori. E anche il rendimento del Treasury americano non ha segnalato particolari tensioni, anzi è tornato sotto l’1,5 per cento.

Le chiusure degli scambi in Europa sono poco mosse. Milano registra un calo dello 0,08%: pesano il comparto bancario e petrolifero. Giornata favorevole ad Atlantia, che ha illustrato al mercato i piani per il dopo-Aspi che prevedono dividendi e buyback. Miste le altre: Londra cresce dello 0,32%, Francoforte dello 0,31% e Parigi dello 0,35%. Wall Street ignora la pace sui dazi tra Usa e Ue e chiude in ribasso, in attesa della Fed e sulla scia del calo delle vendite al dettaglio e del balzo dei prezzi alla produzione: il Dow Jones perde lo 0,27%, lo S&P500 arretra dello 0,25% e il Nasdaq dello 0,71%. Questa mattina aveva fatto bene Tokyo sulla sponda asiatica, con il Nikkei che ha archiviato gli scambi a +0,96%.

Il tema inflazione tiene comunque banco anche in Europa. In Germania il dato definitivo di maggio evidenzia una crescita mensile dello 0,5% e del 2,5% su base annuale, in linea con le stime preliminari. In mattinata è arrivata invece la lettura definitiva dell’Istat sull’Italia. Negli Usa si segnala la crescita dei prezzi alla produzione a maggio: maggio salgono dello 0,8% mensile, contro un atteso +0,6% e contro il +0,6% di aprile. Su base annua i listini delle aziende crescono del 4,8% in linea le stime e contro il 4,1% di aprile. I prezzi alla produzione crescono dunque leggermente meno di quelli al consumo che a maggio erano saliti del 5% annuale. In ribasso dell’1,3%, invece, le vendite al dettaglio che deludono le stime.

Sulla sponda delle criptovalute il Bitcoin riesce a mantenere quota 40 mila dollari dopo che ieri l’ennesima sortita del numero uno di Tesla, che aveva di nuovo aperto all’utilizzo della valuta digitale, ne aveva fatto schizzare le quotazioni. A dare manforte tutta la galassia crypto oggi arriva anche la notizia pubblicata da Bloomberg, secondo cui Goldman Sachs starebbe valutando un piano per offrire opzioni e futures sull’Ethereum, seconda principale criptovaluta per capitalizzazione dopo il Bitcoin.

Chiusura in lieve rialzo per l’euro sul dollaro sopra quota 1,21. La moneta unica passa di mano a 1,2126 (+0,05%) e a 133,48 yen (+0,06%). Dollaro stabile sulla valuta nipponica a 110,07 yen (+0,02%). In chiusura, lo spread fra Btp e Bund segna 102 punti contro i 103 della chiusura di lunedì e con il rendimento del decennale pari allo 0,78%. Sul mercato dei titoli sovrani o sovranazionali si segnala la prima emissione per finanziare il Next Generation Eu: l’Ue ha raccolto 20 miliardi di euro all’operazione inaugurale (con scadenza decennale) e il titolo che ha una cedola dello 0%, è stato prezzato a 99,141, con un rendimento nominale annuo dello 0,086%. Il portafoglio ordini per l’emissione di obbligazioni in scadenza nel luglio 2031 ha chiuso a oltre 142 miliardi di euro, inclusi 4 miliardi di euro di domanda dei joint lead manager, ha affermato uno degli istituti bookrunner.

A margine della prima emissione si registra anche l’iniziativa della Ue che ha escluso temporaneamente 10 grandi banche dall’avvio del collocamento dei bond emessi per il Recovery plan: gli istituti che hanno violato le regole antitrust comunitarie “non saranno invitate a presentare offerte per transazioni sindacate individualmente”. Gli istituti esclusi sono JP Morgan, Citigroup, BofA, Barclays, Natixis, Nomura, Natwest, Unicredit, Deutsche Bank e Crédit Agricole.

Dopo la tregua di ieri sera torna ancora a salire il petrolio con i prezzi ai massimi da oltre due anni sostenuti dalle aspettative che la domanda si riprenderà nella seconda metà del 2021. Il Brent avanza dell’1,06% a 73,6 dollari al barile dopo aver toccato 73,9 dollari, massimo da aprile 2019. Il Wti sale dell’1,21% a 71,7 dollari al barile, dopo aver toccato nel corso della sessione 72,03 dollari, top da ottobre 2018. Secondo gli analisti, grazie alla politica dell’Opec+, nei prossimi mesi la domanda crescerà più velocemente dell’offerta.

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