martedì, Luglio 27, 2021
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«Una prima cavia ci voleva»

È Daniela Schirru, architetto 52enne di Prato, la prima donna in Italia ad avere completato lo schema vaccinale contro il Covid con un siero diverso da quello utilizzato per la prima dose. La sua «vaccinazione eterologa» è cominciata con AstraZeneca e ultimata con Pfitzer, all’ambulatorio di Aulla in Lunigiana, provincia di Massa-Carrara in Toscana.

«Una prima cavia ci voleva», ha spiegato a La Nazione subito dopo l’inoculazione. «Mi sento bene. E adesso torno a casa. Ringrazio il team di professionisti del poliambulatorio di Aulla per la professionalità, competenza ed attenzione.

Doti che avevo rilevato già per la prima vaccinazione».

Daniela Schirru non ha avuto paura. «No», conferma. «Mi sono sentita una cavia. Ma era necessario». Dopo la vaccinazione, è stata tenuta in osservazione più a lungo rispetto a quanto prevede il protocollo ordinario, e «ora ogni due settimane, per tre mesi, sarà sottoposta a controlli specifici. La sua vaccinazione con due farmaci diversi ha un valore scientifico», ha spiegato il medico Lucio Barani. «Le è stata chiesta la disponibilità per eventuali studi futuri della equipe medica».

Sulla vaccinazione eterologa, adottata dopo lo stop al vaccino di AstraZeneca per gli under-60 (che effettueranno il richiamo con un siero diverso, a mRNA), il ministro della Salute, Roberto Speranza, è positivo: «La vaccinazione eterologa è già utilizzata da Paesi importanti come la Germania da diverse settimane, ma anche in altre aree del mondo, e i risultati sono incoraggianti», ha spiegato in un incontro con i giornalisti. «Vi sono alcuni studi che testimoniano come la risposta immunitaria sia persino migliore di quella con due dosi dello stesso vaccino». È dello stesso avviso anche Sergio Abrignani, immunologo dell’Università di Milano e membro del Comitato tecnico scientifico (Cts), secondo cui la vaccinazione eterologa «non è una sperimentazione. Sappiamo che sono vaccini estremamente sicuri. Per tutti i lavori pubblicati all’estero con la combinazione dei due vaccini, sappiamo che sono sicuri e anzi migliorano la risposta immunitaria».

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