domenica, Agosto 1, 2021
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Israele dice no alle pellicce usate per i capi di abbigliamento

Israele vieta l’uso di pellicce nell’abbigliamento. È la prima nazione al mondo a prendere questa decisione. Un passo importante che, speriamo, possa fare da apripista anche ad altri Paesi. L’uso delle pellicce ha finalmente avuto una battuta d’arresto, dopo anni di utilizzo siamo a un punto di svolta. Il divieto in Israele entrerà in vigore tra sei mesi, quindi presumibilmente nel gennaio 2022.

Nel corso degli ultimi anni le campagne di sensibilizzazione sono diventate sempre più insistenti e convincenti e molte case di moda hanno annunciato che non useranno più le pellicce. Da Prada a Valentino, passando per Michael Kors, Gucci e anche Armani, sono veramente tanti i brand che hanno sposato l’idea di una moda più sostenibile.

Israele vieta l’uso di pellicce

Israele vieta l'uso di pellicce

La posizione di Israele è ancora più rigida perché ne vieta l’utilizzo, ma anche importazione e l’esportazione. Mette di fatto un freno definitivo a questo mercato. Nella condivisa dallo Stato ebraico c’è scritto che:

“il commercio, l’importazione e l’esportazione di pellicce animali sarà vietato, a eccezione degli utilizzi per la ricerca, lo studio e alcune tradizioni religiose”.

Uccidere gli animali per prendere le pellicce da utilizzare per i capi di abbigliamento è qualcosa di profondamente ingiusto e finalmente le case di moda e le nazioni ne hanno preso atto.

Quelle che sono state per anni battaglie portate avanti dalla associazioni animaliste e dalla PETA, sono diventate di tutti e questo è bellissimo. Solo così le cose possono cambiare e solo così si può smettere di fare soldi sulla crudeltà.

Le associazioni animaliste hanno reagito con gioia in Israele e un po’ in tutto il mondo. L’associazione Anti-Fur coalition ha scritto su Facebook:

“In questo storico giorno, Israele ha fissato un precedente etico e si auspica che altre nazioni si uniscano e vietino la vendita barbarica e crudele di pelliccia insanguinata per la moda ”.

La Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) ha invece ricordato che gli allevamenti di animali da pelliccia sono “il terreno di coltura perfetto per malattie mortali”. Un chiaro riferimento alla pandemia Covid-19 che stiamo attraversando e subendo da un anno e mezzo.

via | agi

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