lunedì, Agosto 2, 2021
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Diversificare nel vino fa bene al business delle grandi imprese

«L’aspetto chiave dell’operare in un gruppo con esperienze cross industry – spiega Nicoletto – è la contaminazione, ovvero la possibilità di confrontarsi con modelli ed esperienze diversi. Il confronto con gli altri ad dei settori pharma, beauty, meccanica è molto stimolante e ne nascono spunti e progetti trasversali. Al di là della forza finanziaria, che conta, credo che l’altra importante discriminante sia questa. Sono convinto che altre esperienze di diversificazione nel vino possano rappresentare la via italiana per superare il nanismo delle cantine e contribuire a costruire player made in Italy in grado di giocare un ruolo da protagonisti sui mercati».

Da Nord a Sud del paese sono molte le iniziative che possono ricalcare questo schema. Ci sono i gruppi delle costruzioni come Pizzarotti (1,3 miliardi di fatturato) proprietario della cantina Terre delle Vigne sui colli di Parma o come Vittorio Moretti (150 milioni) che ha investito prima in Franciacorta e ha poi rilevato la storica cantina sarda Sella & Mosca. C’è un player del mondo assicurativo come Generali che con Genagricola conduce 780 ettari di vigneti in 5 regioni e che, secondo molti rumors, è in cerca di partnership per crescere ancora.

L’attrazione per Montalcino

C’è l’investimento “cross-alimentare” di Illy da qualche anno a Montalcino con la cantina Mastrojanni. A Montalcino sono presenti anche Ferragamo con la cantina Castiglion del Bosco e la famiglia Tipa-Bertarelli (dell’industriale farmaceutico Ernesto Bertarelli) e che produce anche a Bolgheri e nella futuribile Doc del Montecucco. Tra le contaminazioni di esperienze va ricordata anche quella del banchiere Pellegrino Capaldo che ha fondato l’irpina Feudi di San Gregorio oggi guidata dal figlio Antonio.

Senza dimenticare il caso di una grande industria nata da azienda agricola. Mario Moretti Polegato, enologo, ha più volte ricordato come l’idea da cui nacquero le scarpe Geox gli venne mentre era nel deserto del Nevada dove si era recato per promuiovere i vini di Villa Sandi, l’azienda di famiglia. Etichetta che in questi anni pure è cresciuta tanto sotto la guida del fratello Giancarlo e sulle ali del fenomeno Prosecco.

L’interesse della finanza e della moda

Nel settore vino è sbarcato di recente il fondo Clessidra (che fa capo alla famiglia Pesenti) e che ha messo insieme due solide realtà: il leader del Prosecco Botter e Mondodelvino (con produzioni in Piemonte, Toscana, Abruzzo e Sicilia) gettando le basi di un gruppo da oltre 300 milioni di fatturato.

[Fonte] RSS Feed da www.dissapore.com www.gustoblog.it www.ilsole24ore.com

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