lunedì, Agosto 2, 2021
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Il batterio che ci aiuterà a eliminare la dengue

Una buona notizia arriva dal fronte della lotta alle malattie trasmesse dalle zanzare: un esperimento su larga scala di prevenzione della dengue condotto in Indonesia ha dato risultati entusiasmanti, con una riduzione del 77% dei casi dell’infezione nelle aree coinvolte.
 
Tutto merito di un batterio che riduce l’abilità degli insetti di trasmettere la dengue, e che è stato diffuso tra le zanzare con la complicità dei cittadini, coinvolti in ogni fase del trial. Il test è avvenuto nella città di Yogyakarta, sull’isola indonesiana di Giava, uno dei luoghi con la più alta incidenza di dengue al mondo; ma dato il successo ottenuto, potrebbe ben presto essere esteso in aree più estese. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine.

La dengue. La febbre dengue è considerata dall’OMS una delle 10 principali minacce alla salute globale. È causata da un virus diffuso dalle punture delle zanzare Aedes aegypti (le stesse che trasmettono chikungunya, Zika e febbre gialla: la malaria è veicolata da un’altra specie), che infetta ogni anno 390 milioni di persone e ne uccide 25.000, principalmente nelle grandi città nelle regioni tropicali.
 
Il virus della dengue esiste in quattro diverse “versioni” o sierotipi, e quando si guarisce da una di queste si resta comunque vulnerabili alle altre. Non solo, in caso di nuova infezione, il rischio di complicanze gravi e letali della malattia aumenta. Ecco perché contrastare la malattia con i vaccini si è finora rivelata una sfida molto difficile.

Alleato invisibile. L’arma più efficace, sicura e duratura contro l’infezione sembra essere il batterio Wolbachia, che non danneggia le zanzare ma si sistema nella stessa nicchia occupata di solito dal virus della dengue, perché compete per le sue stesse risorse: l’innocuo microrganismo riduce di molto le probabilità che le zanzare siano infettate dal virus e infettino a loro volta, e anche nelle zanzare infette rende più difficile la replicazione del virus.
 
Il Wolbachia ha un’altra importante caratteristica, quella di trasmettersi tra successive generazioni, e anzi di assicurarsi che le zanzare che lo ospitano abbiano un maggiore successo riproduttivo rispetto alle altre. Rilasciando una piccola quantità di zanzare infettate dal Wolbachia in un’area, nel giro di qualche mese la maggior parte delle zanzare della zona sarà immune o quasi alla dengue – per usare una analogia, è come se pochi vaccinati potessero portare rapidamente all’immunità di gregge.

Sul Wolbachia si lavorava da decenni, perché prima di usarlo contro la dengue è stato necessario “convicerlo” a infettare stabilmente le zanzare, che non sono sue ospiti naturali. Alcuni studi pilota condotti in Australia suggerivano che il Wolbachia potesse essere un’utile arma contro la malattia, ma quest’ultimo trial, controllato e su larga scala, dimostra che il batterio potrebbe addirittura essere la soluzione per eliminare la dengue da intere regioni geografiche. 

Risultati insperati. Gli scienziati del World Mosquito Programme hanno suddiviso Yogyakarta in 24 zone, e rilasciato periodicamente zanzare infettate dal Wolbachia (cinque milioni di uova in tutto) soltanto nella metà di esse. Le uova sono state sistemate in acqua stagnante in ogni punto possibile, inclusi i giardini dei residenti, informati del progetto con un’accurata campagna di informazione e periodi di apertura al pubblico dei laboratori di ricerca degli entomologi. Nel giro di 9 mesi il 95% delle zanzare nelle 12 zone testate ospitava il batterio. Da gennaio 2018 a marzo 2020, fino allo scoppio della pandemia, il team ha tenuto traccia delle diagnosi di dengue in ogni ospedale o clinica della città. Da quando gli insetti sono stati rilasciati i casi di dengue sono calati del 77% e i ricoveri ospedalieri per dengue dell’86%.

Wolbachia alla conquista del mondo! La tecnica offre diversi vantaggi: una volta innestata, va avanti da sola, senza bisogno di interventi successivi; diversamente dagli insetticidi il Wolbachia non è tossico per l’uomo né per le zanzare, e gli insetti non sviluppano resistenza. Il trial è andato talmente bene che il prossimo passo sarà rilasciare popolazioni di zanzare “abitate” all’intera città, con l’obiettivo più alto di cancellare la dengue da tutta la regione.
 
Il World Mosquito Program opera attualmente in 11 Paesi: oggi e nei prossimi mesi saranno coperte grazie al Wolbachia 7 milioni di persone, ma si punta a proteggerne mezzo miliardo per il 2030. E poiché il batterio sembra funzionare anche contro le altre infezioni portate dall’Aedes aegypti, come Zika e febbre gialla, questo potrebbe essere l’inizio di una vera e propria rivoluzione nella salute pubblica.

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