domenica, Agosto 1, 2021
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Il vino italiano (senza dazi) limita le perdite nell’export e batte Francia e Spagna

Il vino si conferma alfiere del made in Italy anche in un anno difficile come il 2020. Le esportazioni di etichette italiane infatti ha raggiunto, lo scorso anno e nonostante la pandemia mondiale, quota 6,285 miliardi con una perdita di appena il 2,3%. Molto meglio della media dell’export italiano in generale (-9,7%).

Ma soprattutto il dato 2020 nasconde un’importante miglioramento competitivo dell’Italia che non essendo gravata dai dazi Usa è potuta tornare leader mondiale nei volumi esportati (con 20,8 milioni di ettolitri spediti oltrefrontiera, -2,8%) e comunque registrare una performance molto migliore dei propri concorrenti visto che la Francia (con 8,7 miliardi di fatturato ha perso il 10,8%) mentre le spedizioni spagnole sono calate del 3,2%.

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È quanto emerge dall’elaborazione dei dati Istat sulle esportazioni effettuata da Ismea e Unione italiana vini. «Una performance – spiegano Ismea e Uiv – superiore alle previsioni e che permette all’Italia di guadagnare quote di mercato sui competitor in buona parte delle piazze di sbocco e di guardare al futuro nella consapevolezza che il sistema del vino tricolore ha tenuto».

Tra le singole tipologie a soffrire maggiormente (e dopo anni di crescita ininterrotta) gli spumanti che hanno lasciato sul terreno il 6,9% del proprio giro d’affari estero a causa soprattutto di un forte ridimensionamento dei prezzi medi a bottiglia. Tra i prodotti a marchio, i Dop hanno perso il 2,9% confermandosi il segmento più esportato con oltre 4 miliardi di euro e un trend particolarmente positivo in Germania. Ottima la performance degli Igp (+1,2%) a 1,5 miliardi di euro. Male invece i vini comuni (-5,3%)

Tra i Paesi di sbocco, l’Italia, risparmiata dai dazi, ha limitato le perdite negli Stati Uniti (-5,6%, a 1,45 miliardi di euro, con il Lambrusco a +19%) e ha addirittura registrato un progresso in Germania (1,1 miliardi +3,9%). Male il Regno Unito (714 milioni -6,4%). In terreno positivo Svizzera, Canada, Paesi Bassi e Svezia. In forte calo l’Asia con -15,5% in Giappone e meno 26,5 in Cina. Tra le regioni, il Veneto si conferma leader nell’export con 2,2 miliardi di euro (-3,3% a valore), seguito dal Piemonte (+2,6%) che allunga sulla Toscana (-3,2%). Segni positivi per Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna.

[Fonte] RSS Feed da www.dissapore.com www.gustoblog.it www.ilsole24ore.com

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