domenica, Agosto 1, 2021
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67 «colonne» per la stagione della grande bellezza

Era il 1913 quando all’Arena di Verona iniziava la tradizione dell’opera lirica. Il 10 agosto di quell’anno, per celebrare il centenario della nascita di Giuseppe Verdi, nel teatro sotto le stelle più grande al mondo, andava in scena per la prima volta l’Aida. Da allora immancabile nella rassegna veronese, quest’anno l’Aida dà il via alla stagione che comincerà con due serate imperdibili – il 19 e il 22 giugno – in cui il Maestro Riccardo Muti, con un cast stellare, sarà protagonista di un evento destinato a restare nella storia dell’Arena, ma anche dello spettacolo del mondo.

L’inizio di una stagione straordinaria in cui – dopo aver dato prova di sapersi rinnovare al passo con un periodo inimmaginabile portando il palcoscenico dell’opera al centro dell’Anfiteatro pur di accogliere noi spettatori – l’Arena scommette ancora con un progetto unico che porterà in scena, insieme all’immensità dell’opera, la grande bellezza dell’arte e della storia coinvolgendo eccellenze museali, espositive, artistiche e culturali di tutta Italia.

I protagonisti dei nuovi allestimenti di questa stagione, snelliti in linea con gli spazi ridotti per via delle prescrizioni sanitarie, saranno i capolavori che questi musei custodiscono, ciascuno in dialogo con la drammaturgia dell’opera e in un’armonia perfetta tra arte e tecnologia, con 400 mq di ledwall che affiancheranno gli elementi di scenografia. Per Aida, per esempio, non potevano che esserci le opere e i reperti del Museo Egizio di Torino, la Biblioteca Apostolica Vaticana e il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi collaboreranno invece per Cavalleria rusticana; per Pagliacci, poi, andranno in scena suggestioni felliniane in collaborazione con il Museo del Cinema di Torino e il Fellini Museum, mentre la Traviata sarà allestita con gli Uffizi di Firenze.

Sono alcuni tra gli appuntamenti attesissimi che riporteranno a Verona il grande spettacolo , resi possibili dalla lungimiranza della Fondazione che nonostante tutto ha scommesso senza rinunciare a nessuno degli spettacoli in calendario, dalle 20 mila persone tra professionisti e privati cittadini che hanno aderito alle campagne di fundraising, dalle aziende illuminate che, nell’ambito della campagna di Art Bonus #iosonolarena, hanno dato un contributo fondamentale per rendere possibile il festival. Sono le «67 Colonne per l’Arena di Verona»: 67 come le arcate distrutte dal terremoto del 1117, che quest’anno diventano simbolicamente i pilastri sui ricostruire la ripartenza dopo la pandemia. Un’unione di imprenditori coraggiosi guidati dai grandi mecenati Sandro Veronesi, Presidente di Calzedonia Group, e Gian Luca Rana, Amministratore Delegato di Pastificio Rana che per primi hanno accolto l’appello della Fondazione.

Sandro Veronesi, Presidente del Gruppo Calzedonia, sottolinea: «Ci siamo resi conto, come per le nostre aziende, che non sia solo sufficiente produrre prodotti di qualità, ma occorre anche narrarne la storia, le persone dentro la storia. La nostra convinzione è che sia necessario, soprattutto in questo periodo, mettere in campo nuove strategie per raccontare la nostra realtà. Il Gruppo Calzedonia supporta la Fondazione da 15 anni e l’iniziativa «Le 67 Colonne» diventa un messaggio in questo senso anche verso gli altri imprenditori: bisogna raccontarsi, non per mettersi in mostra, ma per sostenere la comunità, la cultura e il Paese. Parlare del contributo e dell’investimento per la Fondazione significa sottolineare quanto sia importante e quanto la sua riconoscibilità, in Italia e nel mondo, sia un vantaggio per tutti».

Gian Luca Rana, CEO Pastificio Rana, commenta: «Abbiamo risposto con entusiasmo al progetto «Le 67 Colonne» promosso dalla Fondazione Arena, perché rappresenta per noi un segnale di speranza per il futuro, un impegno concreto per il territorio e per un settore, quello della cultura e dello spettacolo , che in questi mesi è stato duramente colpito. Come imprenditori sentiamo ancora di più la responsabilità, in questo particolare momento storico, di contribuire attivamente a sostegno della comunità in cui abbiamo le nostre radici e a cui siamo ancorati. Un impegno in cui abbiamo creduto molto sin dall’inizio e, siamo particolarmente felici che il nostro invito sia stato ascoltato da tante realtà, perché il Progetto «Le 67 Colonne» contribuisce a far conoscere le eccellenze artistiche e culturali della nostra città e del nostro Paese nel mondo».

Sandro Veronesi e Gian Luca Rana sono stati i primi a raccogliere l’appello della Fondazione, che in un solo mese dal lancio di questo inedito progetto di Fundraising e Corporate Membership ha raccolto oltre un milione e mezzo di euro: fondi per una stagione di grande bellezza, che segnano la ripresa di un’icona della cultura italiana, motore economico per la stessa Verona grazie ad un indotto valutato circa mezzo punto del PIL della città.

«Grazie – commenta il Sindaco Federico Sboarina  – perché quello che state facendo dimostra come, nell’uscire da una pandemia così terribile, solo unendo i nostri sforzi possiamo assolvere al doppio obbligo che abbiamo nei confronti dell’Arena: preservarla in quanto monumento – ed è ciò che stiamo facendo, grazie all’Art Bonus, a Fondazione Cariverona e a Unicredit, con un restauro che restituirà l’anfiteatro al suo antico splendore – e, soprattutto, valorizzarla in quanto grande teatro all’aperto e moltiplicatore di ricchezza». Rivolta alle 67 colonne del Festival 2021 e a tutti i partecipanti di #iosonolarena, il Sovrintendente e Direttore Artistico dell’Arena di Verona Cecilia Gasdia ha commentato: «Oggi siete riuniti come un antico Coro greco in un anfiteatro romano, l’Arena: del primo, rappresentate i cittadini che ogni anno partecipavano attivamente alla massima espressione artistica del loro tempo, calcando la scena e cantando all’unisono; dell’antico romano Mecenate, consigliere di Augusto e protettore di poeti, siete gli eredi, perché il vostro sostegno protegge la Bellezza, ne crea di nuova e la trasmette ai posteri. Questo momento, quindi, non rappresenta solo una riunione di pochi ma l’apertura di un intero universo: quello dell’Opera». Nella gallery sopra alcune immagini delle «67 colonne» e dei protagonisti della meravigliosa stagione dell’Arena di Verona

Per il programma dettagliato e i biglietti cliccate su www.arena.it

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