mercoledì, Luglio 28, 2021
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Smace, la startup del workation che trasforma il lavoro da remoto in un benefit aziendale

Lavorare con vista sulle colline, magari all’aria aperta o in giardino, in una baita di montagna o a due passi da una spiaggia: molti hanno sperimentato tale privilegio a partire dalla scorsa primavera, alla riapertura dopo il primo lockdown. La possibilità di svolgere la propria professione al computer e al telefono in un luogo remoto e lontano dall’ufficio ha contagiato successivamente molti più adepti nel corso dell’estate e per buona parte dell’autunno. Il fenomeno “workation” (dai termini “work”, lavoro, e “vacation”, vacanza) lo abbiamo scoperto con la pandemia e oggi è diventato per molti – fra dipendenti, manager e professionisti freelance – il modello a cui guardare per trovare l’equilibrio ideale fra impegni lavorativi e vita privata in una situazione di perdurante emergenza. E non è quindi un caso che siano nate diverse iniziative con il fine di aiutare aziende e lavoratori ad organizzare soggiorni per fare vero smart working durante tutto l’anno nelle più belle località italiane.

Benessere psico-fisico degli ospiti e riduzione
della stagionalità turistica

Smace, nome che sta per “Smart work in a smart place”, è una startup nata nell’estate del 2020 a Ferrara per offrire un servizio di workation per i lavoratori dipendenti (singolarmente, con la propria famiglia o con un gruppo di colleghi) presso luoghi di interesse immersi nella natura , specialmente nei periodi meno frequentati dal turismo tradizionale. La piattaforma ha appena avviato la fase Beta e ambisce, come dicono i suoi giovani fondatori, Andrea Droghetti e Marta Romero, a divenire un punto di riferimento (a livello italiano e non solo) per questa tipologia di soggiorni, puntando in modo deciso su tre componenti: il benessere psico-fisico delle persone, la maggiore produttività delle aziende e la loro capacità di attrarre talenti, la riduzione della stagionalità a cui sono soggette molte delle strutture ricettive nazionali.

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I requisiti necessari per entrare nel marketplace

Come funziona il servizio: si entra sulla piattaforma, si valutano le opzioni disponibili e si sceglie la struttura preferita all’interno di un portfolio di proposte selezionate e verificate dal team di Smace. I requisiti richiesti alle strutture per entrare nella rete sono molto stringenti e prevedono per esempio il fatto di essere facilmente raggiungibili e vicine a punti d’interesse, posizionate in un ambiente rilassante e dotate di servizi quali connessione Internet veloce, sale meeting, postazioni di lavoro adeguate e possibilità di usufruire di pranzo/cena e di fare sport . A questi si aggiungono altri servizi offerti gestiti dalla struttura e legati al territorio oppure erogati da Smace o da altri provider e attinenti i temi della formazione e del team building.

Più si soggiorna e meno si paga

La parola d’ordine, come conferma Droghetti, è in assoluto la flessibilità. La durata minima del soggiorno è fissata infatti in una sola notte ma più è lungo il soggiorno e più il prezzo si riduce proporzionalmente: si va dai 50 ai 250 euro a notte per un costo medio di circa 100 euro. L’azienda interessata al workation per i suoi collaboratori può facilmente acquistare dei coupon a prezzo variabile e decidere in quale misura contribuire alle spese di soggiorno, lasciando al dipendente la libertà di prenotare il soggiorno nella location e nel periodo da lui preferito. Una seconda opzione già attiva è inoltre quella di inserire le proposte di Smace fra i crediti welfare annuali di ogni dipendente.

Una cinquantina di strutture in rete entro fine 2021

Al momento le strutture già “affiliate” sono meno di una decina e l’obiettivo entro fine anno è quello di arrivare a quota 50 e di aver servito ospitato un migliaio di utenti di 20 diverse aziende (che sono il cliente diretto della startup). Le destinazioni disponibili sono distribuite fra Toscana, Marche, Umbria, Emilia-Romagna e Lombardia m il piano di espansione dei prossimi mesi guarda a tutto il territorio italiano e, dal 2022, anche ad altri Paesi europei.

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