Mentre sorseggia un caffè all’interno di un bar di Roma, ad un archeologo cade l’occhio su alcuni elementi di arredo decisamente singolari presenti all’interno del locale: si tratta di reperti storici risalenti all’età imperiale dell’antica Roma.

A quel punto l’archeologo ha contattato le forze dell’ordine. Agli agenti di polizia il titolare ha spiegato: “Cercavamo oggetti di arredo per esterni e li abbiamo acquistati online”. La venditrice, una donna di 76 anni, ha dichiarato di non aver chiesto un compenso per gli oggetti e si è mostrata sorpresa per il loro valore.

Acquirenti e venditrice sono stati denunciati per ricettazione e violazione degli articoli 175 e 176 del codice dei beni culturali e del paesaggio, nei confronti del 64enne si è proceduto anche alla contestazione del reato di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale a causa delle minacce e invettive rivolte agli agenti nel corso dei successivi adempimenti.

Sono stati sequestrati diversi oggetti, tra i quali anfore di tipo “africana grande” risalenti all’epoca imperiale romana; un manufatto scuoltoreo in marmo verde; un frammento di pantera marmorea con decorazione a medusa; un capitello in travertino di epoca medievale; un frammento di cornice con decorazione a Putini e Festoni; una statua marmorea da 52cm raffigurante una lotta fra centauro e Putino; statuetta marmorea raffigurante presumibilmente Poseidone; un frammento di scultura in marmo verde di un mostro marino.

Fonte: Roma Today