lunedì, Luglio 26, 2021
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Sanremo, vincono i Maneskin. Comunque sia andata non è stato un successo

La serata finale di Sanremo 2021 che ha incoronato vincitori i Maneskin ha raccolto su Rai 1 13 milioni 203mila telespettatori pari al 49,9% di share nella prima parte, 7 milioni 730mila con il 62,5% nella seconda. In media, la serata finale ha ottenuto 10 milioni 715 mila spettatori con il 53,5% di share. In valori assoluti gli ascolti recuperano terreno, avvicinandosi alla media della serata finale dell’anno scorso (11 milioni 477mila spettatori, ma con uno share più alto, il 60,6%) e ponendosi in linea con l’ultima serata del festival 2019 (10 milioni 622 mila con il 56,5%). Nel 2020 la prima parte dell’ultima serata aveva ottenuto 13 milioni 638 mila telespettatori con il 56,8% di share nella prima parte e 8 milioni 969 mila con il 68,8% nella seconda. Il Festival 2021 raccoglie 38 milioni di pubblicità, un milione in più rispetto all’anno scorso.

Vincono i Maneskin, davanti a Fedez-Michielin e Ermal Meta

Donne, ha trionfato l’«hardrocchino»: vincono il 71esimo Festival della canzone italiana di Sanremo i Maneskin con Zitti e Buoni, un derivato della tradizione hard & heavy anni Settanta. Rappresenteranno l’Italia all’Eurovision Song Contest di Rotterdam 2021. Dietro di loro l’accoppiata Fedez-Francesca Michielin con Chiamami per nome e Ermal Meta con Un milione di cose da dirti. Il televoto ha ribaltato le gerarchie emerse dopo le prime quattro serate che vedevano saldamente in prima posizione Meta, facendo trionfare la band affermatasi all’edizione 2017 di X Factor. Il secondo posto, invece, è in qualche modo figlio della campagna social di Chiara Ferragni che, nelle ore della finale, ha esortato i suoi follower a votare per il marito.

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I Maneskin in «nude look» all’Ariston (Lapresse)

La critica premia Willie Peyote e Colapesce e Dimartino

In classifica generale troviamo, invece, dal quarto al 26esimo posto nell’ordine: Colapesce e Dimartino, Irama, Willie Peyote, Annalisa, Madame, Orietta Berti, Arisa, La Rappresentante di Lista, Extraliscio e Davide Toffolo, Lo Stato Sociale, Noemi, Malika Ayane, Fulminacci, Max Gazzè, Fasma, Gaia, Coma Cose, Ghemon, Francesco Renga, Gio Evan, Bugo, Aiello, Random. A completare il medagliere dell’edizione 2021, il premio della critica «Mia Martini» assegnato dalla sala stampa che è andato a Willie Peyote, quello «Lucio Dalla» della sala media e tv a Colapesce e Dimartino. Il premio «Sergio Bardotti» per il miglior testo va a Madame con la canzone Voce. Premio «Gialcarlo Bigazzi» per la miglior composizione musicale va a Ermal Meta.

Il podio di Sanremo 2021 (Ansa)

Comunque sia andata, non è stato un successo

Che dire dell’edizione che ci lasciamo alle spalle? Prima ci hanno detto che questo Festival andava fatto a tutti i costi, perché «lo voleva la gente». Poi, di fronte a dati di ascolto non esattamente in target con le aspettative, la difesa è stata: «Che volete? Il mondo è cambiato: c’è il coronavirus, la gente ha il problema di mettere il piatto a tavola, è già un miracolo che si siano raggiunti questi livelli di audience». Il 71esimo Sanremo, secondo di Amadeus e primo (e ultimo, si spera) dell’era Covid, aveva fatto proprio il famoso slogan dell’angelico Chiambretti: «Comunque vada, sarà un successo». Arrivati alla fine, per quanto ci si sforzi di vedere il proverbiale bicchiere mezzo pieno, onestà intellettuale impone di dire che non è esattamente così che sono andate le cose. Almeno sul fronte dello spettacolo messo in scena e dell’audience che ha raccolto.

Amadeus e Ibrahimovic (Lapresse)

Si è inceppato lo schema «Amadeus passa a Fiorello»

Non è che qui si voglia, a tutti i costi, fare il confronto con le inarrivabili performance del 2020, quando là fuori era tutto un altro mondo. Non ci potevano essere ospiti, meno che mai internazionali (a quelli, a dire il vero, la Rai ha rinunciato da qualche decade, facendo di necessità virtù). Quelli che abbiamo visto, messi insieme, facevano l’effetto di un italico Buena Vista Social Club. Che ovviamente non si può criticare, perché come fai a criticare Ornella Vanoni e Loredana Berté con la storia che hanno dietro le spalle. Il lavoro di costruzione dell’ormai famigerato protocollo sanitario ha in tutta evidenza sottratto risorse e impegno dall’allestimento dello show. Spiace sottolineare che si è visto eccome. Il format «Amadeus – presentatore/Fiorello – disturbatore» che aveva determinato il successo di Sanremo 2020 non è bastato. Si è inceppato lo schema secondo cui Amadeus fa «una vita da mediano», poi passa la palla al numero dieci (Fiorello) che qualche cosa s’inventerà. Si è inceppato e sono emerse tutte le falle strutturali del programma.

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