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Peter Brandt prevede un ulteriore crollo per Bitcoin dopo il -50% di maggio

Bitcoin (BTC) corre il rischio di ulteriori movimenti ribassisti, nonostante la forte ripresa dopo il crollo a maggio 2021 da 65.000$ a 30.000$.

Questa è la previsione di Peter Brandt, direttore generale della società di trading globale Factor LLC, che ha messo in dubbio la longevità del relief rally in corso nel mercato di Bitcoin, soprattutto dopo una correzione di oltre il 50%.

Il trader di commodity veterano ha sfidato gli “storici del prezzo di BTC” a individuare un singolo caso nell’ultimo decennio in cui Bitcoin ha segnato un nuovo massimo storico sette mesi dopo aver perso più del 50%. Inoltre, ha chiesto di presentare un singolo esempio in cui un calo del 50% non ha portato a una correzione di almeno il 70%:

“Una sfida per gli storici del prezzo di $BTC. Negli ultimi 10 anni (da maggio 2011), individuate un singolo caso in cui:

1. Un calo di oltre il 50% non ha portato a una correzione di almeno il 70%;

2. Un crollo di oltre il 50% è stato seguito da un nuovo ATH nell’arco di 7 mesi.”

Challenge to $BTC price historians
In past 10 years (since May 2011) please identify a single (even one) instance:
1. When a 50%-plus correction did not lead to at least a 70% correction
2. When a 50%+ correction made a new ATH within 7 months

— Peter Brandt (@PeterLBrandt) June 1, 2021

Un utente ha risposto con due esempi: il bounce a marzo 2020, in cui il prezzo di Bitcoin ha raggiunto nuovi massimi storici sopra i 20.000$ otto mesi dopo il crollo di marzo a 3.850$ dal suo massimo ciclico di 13.880$ a giugno 2019; e la bull run del 2013 che ha visto la criptovaluta salire di oltre il 2.450% otto mesi dopo aver toccato un minimo vicino a 45$ in seguito a un crollo improvviso dell’80%.

Price action di Bitcoin tra aprile e novembre 2013Price action di Bitcoin tra aprile e novembre 2013. Fonte: TradingView

Brandt ha risposto “no a entrambi,” poiché nei casi segnalati il prezzo di Bitcoin ha impiegato un mese in più per superare i suoi massimi storici. Tuttavia, le domande del veterano rimangono piuttosto criptiche per via del periodo specificato e su ciò che cercano di dimostrare circa l’andamento del mercato crypto:

“Perché? Il tuo ragionamento vale per il 2020, forse. Ma il 2013 ha visto davvero un crollo di oltre il 50% e un rally verso nuovi ATH a novembre dello stesso anno. Come puoi invalidare quella mossa?”

huh? why? your 2020 reasoning…maybe….but 2013 was legit a 50%+ drop and rage to ATH in November that year. How can you invalidate that price move?

— Crow Bar (@CrowBar50360383) June 1, 2021

L’analista on-chain Willy Woo ha ipotizzato che Brandt stesse cercando di prevedere un ulteriore crollo per i mercati di Bitcoin, in base alle reazioni storiche della criptovaluta a un evento correttivo di oltre il 50%. Woo ha tentato di sminuire la prospettiva ribassista di Brandt menzionando i “fondamentali” di Bitcoin.

“Tutte le correzioni di quella portata con riprese lunghe sono iniziate da punti in cui il prezzo era sovraesposto rispetto alla valutazione fondamentale,” ha risposto Woo.

“Questa struttura è diversa in quanto il prezzo è SOTTO i fondamentali. Ad esempio, il crollo dovuto al COVID ha fatto scendere il prezzo sotto i fondamentali e di conseguenza si è ripreso rapidamente.”

Lo stesso Woo non ha spiegato cosa intende con il termine “fondamentali.” I suoi follower su Twitter hanno chiarito che l’analista si riferiva all’”effetto rete”, causato dagli investitori alla disperata ricerca di asset antinflazionistici.

Il rally di Bitcoin dal suo minimo di marzo 2020 a un nuovo massimo storico di quasi 65.000$ è stato principalmente causato dagli investitori che hanno visto nella sua scarsità una difesa contro l’aumento dell’inflazione.

A posteriori, la soppressione dei tassi d’interesse, un programma di acquisto di obbligazioni da 120 miliardi di dollari, e i pacchetti di stimolo economico da bilioni di dollari del governo statunitense, misure finalizzate ad attenuare le conseguenze della pandemia di COVID-19 sull’economia degli USA, hanno spinto gli investitori verso asset risk-on, come Bitcoin e le azioni.

Il rally parallelo di Bitcoin e dell’S&P 500 dopo il crollo di marzo 2020Il rally parallelo di Bitcoin e dell’S&P 500 dopo il crollo di marzo 2020. Fonte: TradingView

Il 12 maggio, il Bureau of Labor Statistics statunitense ha rivelato un aumento annuo del Consumer Price Index (CPI) del paese pari al 4,2%, il più rapido dal 2008. Questo tende a rendere Bitcoin più attraente per individui e organizzazioni in cerca di una copertura contro l’inflazione a lungo termine, soprattutto in quanto l’aumento dei prezzi al consumo punisce i risparmiatori forzando un calo delle valutazioni in dollari statunitensi.

“Questa è la ragione numero uno per cui sono ottimista su cose come Bitcoin,” ha spiegato a gennaio 2012 Anthony Pompliano di Pomp Investments.

“È il più grande protettore della ricchezza al mondo. C’è una volatilità estrema nel breve termine, ma sul lungo periodo Bitcoin splende. Fa un ottimo lavoro nel preservare il potere d’acquisto ed evitare i pericoli legati alla svalutazione delle valute fiat.”

Nel frattempo, alcuni analisti anticipano che Bitcoin continuerà il suo calo, in linea con i commenti di Brandt. Uno di questi è Richard Durant, analista di Morgan Stanley, che ha definito Bitcoin un “asset sentimentale.” Secondo Durant, Bitcoin non riesce a crescere senza catalizzatori positivi, e “a questo punto non è chiaro quali potrebbero essere.”

Gli analisti di BiotechValley Insights hanno precisato che il rialzo di Bitcoin spinto dai timori inflazionistici non rende la principale criptovaluta una copertura. Inoltre, il crollo del 19 maggio è avvenuto una settimana dopo la notizia dal Bureau of Labor Statistics sul CPI al 4,2%.

“Bitcoin è più correlato ad azioni ad alto rischio, come TSLA, che a beni rifugio come l’oro o le obbligazioni,” hanno sottolineato.

Brandt, che ha previsto correttamente il crollo del prezzo di Bitcoin nel 2018, sembra essere concentrato sui fattori tecnici del mercato. A marzo 2021, aveva previsto che BTC/USD avrebbe raggiunto 200.000$ nel terzo o quarto trimestre di quest’anno.

Inoltre a settembre 2020, mentre Bitcoin si avvicinava al breakout oltre i 12.000$, Brandt ha deciso di tenere i suoi soldi in azioni invece di investire nel crypto asset, che ha chiuso l’anno a circa 29.000$.

A marzo 2020, Brandt ha affermato che BTC sarebbe crollato a 1.000$, ma la criptovaluta ha invertito la sua rotta rialzista dopo il test del supporto a 3.800$.

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