giovedì, Giugno 17, 2021
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Giovani e agroalimentare: l’attenzione va a territorio e sostenibilità

Attenzione all’impatto ambientale della filiera e un forte orgoglio per le Dop e Igp regionali. Sono gli orientamenti agroalimentari dei giovani emiliano-romagnoli di età compresa tra i 15 e i 25 anni secondo lo studio condotto da AstraRicerche per McDonald’s sulle aspettative dei giovani riguardo alla transizione ecologica nell’agroalimentare. Un vero e proprio patrimonio sul quale costruire il futuro.

I dati sono stati presentati nei giorni scorsi nell’ambito del webinar “Dalla produzione al consumo, la sfida dell’agroalimentare di qualità verso la transizione ecologica” organizzato da Fondazione Qualivita e Origin Italia in collaborazione con McDonald’s Italia.

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Per gli appartenenti alla GenZ – secondo quanto emerso dallo studio di AstraRicerche – la rilevanza dell’alimentazione (per il significato attribuito, i valori e per le emozioni suscitate) è cresciuta molto negli ultimi 5 anni (45%) ed è testimoniata dall’interesse a spostarsi per visitare fiere a tema, sia all’interno della propria regione (33%) che in altre regioni (21% – per la GenZ emiliano-romagnola: 26%).

«La stessa Generazione Z – ha spiegato l’ad di AstraRicerche, Cosimo Finzi – si caratterizza anche per grande attenzione alla sostenibilità (ambientale e sociale, rilevante per 7 su 10) e allo stesso tempo per una certa diffidenza nei confronti degli annunci che le aziende fanno in questo ambito, si fidano davvero solo 4 intervistati su 10. La sostenibilità legata al cibo è un tema importante per tre quarti degli italiani, in tutte le sue declinazioni (77,8% per l’ambientale, 72,9% per la sociale, 74,0% per quella economica), con una maggiore attenzione da parte delle donne (+8% rispetto agli uomini). Risultati leggermente differenti per la la GenZ emiliano-romagnola che all’80% è attenta alla sostenibilità sociale, al 74% a quella ambientale e al 66% per quella economica».

Interessanti anche le indicazioni fornite da AstraRicerche sul significato del termine sostenibilità nel settore agroalimentare. Aspetto sul quale si registrano alcune differenze tra gli emiliano-romagnoli e il complesso degli italiani. Sul tema dell’impatto negativo delle diverse fasi della filiera gli emiliano-romagnoli mettono al primo posto il packaging (indicato dal 48% del campione mentre è al quinto posto a livello nazionale), seguito da spreco alimentare (47%), trasporto (45%) e lavorazione industriale (44%). In particolare la GenZ emiliana, invece, resta più fedele al trend nazionale, indicando come primo aspetto lo spreco alimentare al (58%), seguito da trasporto (45%) e packaging (32%)

[Fonte] RSS Feed da www.dissapore.com www.gustoblog.it www.ilsole24ore.com

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