domenica, Giugno 13, 2021
Disponibile su Google Play
HomeNotizieStriscia di Gaza, pioggia di razzi di Hamas su Israele: due morti

Striscia di Gaza, pioggia di razzi di Hamas su Israele: due morti

GERUSALEMME – Si fa sempre più duro lo scontro tra Israele e Hamas, che arriva a coinvolgere anche Tel Aviv. L’organizzazione palestinese ha annunciato di aver lanciato 130 razzi verso la seconda città israeliana, dove si sono udite le sirene di allarme. Poco distante, a Holon, è stato colpito un autobus e sono state ferite quattro persone, compreso l’autista dell’autobus che è in condizioni critiche. Tra le altre tre persone ferite in modo non grave c’è anche un bambino di cinque anni. A Rishon Lezion è stato colpito un edificio e una donna è morta. È la terza vittima israeliana degli scontri, dopo le altre due donne uccise dai razzi ad Ashkelon, nel sud di Israele. Un altro razzo palestinese ha inoltre centrato una delle infrastrutture strategiche più importanti della stessa cittadina: l’oleodotto del Red-Med Land Bridge che collega il Mediterraneo al porto di Eilat sul Mar Rosso. Il razzo ha causato un incendio.

Gli attacchi sono stati rivendicati da Hamas e dalla a Jihad Islamica, con il braccio armato di quest’ultima, le Brigate Al-Quds, che in un comunicato ha dichiarato: “Se il nemico continuerà a prendere di mira gli edifici residenziali e i civili, Tel Aviv rimarrà sotto il fuoco della resistenza”.

Poche ore prima Israele aveva distrutto un palazzo di 12 piani nella Striscia – dove si trovavano uffici di Hamas – facendo precedere l’attacco da dei colpi di avvertimento e dando così tempo alle persone all’interno di fuggire. Un altro edificio, in serata, è stato poi fatto crollare a Gaza City, si tratta dell’al-Jawharah.

L’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv ha sospeso temporaneamente il traffico aereo, a seguito del lancio di razzi su Israele. Lo riferisce Channel 12, secondo il quale il traffico aereo verrà deviato su Cipro.

Il fronte palestinese conta in tutto, al momento, 28 vittime, tra cui 10 bambini. Un portavoce dell’esercito israeliano ha affermato che 15 morti sono “operativi di Hamas e della Jihad Islamica” e ha confermato che le forze israeliane hanno colpito nel corso della notte obiettivi militari legati alle due organizzazioni terroristiche, in un’operazione denominata “Guardiani delle mura”, mentre Hamas l’ha ribattezzata “La spada di Gerusalemme”.

La battaglia di Gerusalemme: i razzi di Hamas sulla città

di

Sharon Nizza

10 Maggio 2021

Da lunedì sera, e prima dell’attacco su Tel Aviv, circa 480 razzi erano stati lanciati da diversi gruppi palestinesi da Gaza, secondo l’esercito israeliano. Di questi, il 90 per cento sarebbe stato intercettato dal sistema Iron Dome. Nella stessa giornata Benjamin Netanyahu ha parlato ai cittadini israeliani dicendo che “i razzi su Gerusalemme sono una linea rossa” e che l’operazione in corso “potrebbe richiedere tempo”. E oggi ha ribadito: “Abbiamo deciso di accrescere ancora di più la potenza e il ritmo degli attacchi. Hamas riceverà un colpo che non si aspetta”. Il leader di Hamas Ismail Haniyeh ha rilasciato una dichiarazione sottolineando la diretta connessione tra quanto avviene a Gerusalemme – dove da settimane sono in corso scontri violenti – e a Gaza: “Quando Al Quds chiama, Gaza risponde. Continueremo fino a che Israele non cesserà la sua aggressione terroristica ad Al Aqsa”.

Gerusalemme, nella trincea Sheikh Jarrah. Il quartiere delle case contese dove si è riaccesa la miccia

di

Sharon Nizza

10 Maggio 2021

Allo stesso tempo il vice di Hamas Saleh al Arouri sarebbe in contatto con Egitto, Qatar, Giordania e le Nazioni Unite per trovare una mediazione con Israele. Il sottosegretario di Stato Usa Antony Blinken, a margine di un incontro con il suo omologo giordano Ayman Safadi, ha espresso “preoccupazione per il lancio di razzi da Gaza, che deve cessare immediatamente” così come per la violenza a Gerusalemme. “Tutte le parti devono frenare l’escalation” ha affermato. 

Ian Bremmer: “Biden non intende riaprire gli accordi di Abramo”

dalla nostra inviata

Anna Lombardi

10 Maggio 2021

Nel frattempo gli scontri violenti che hanno infiammato Gerusalemme nelle ultime settimane ieri notte si sono estesi in tutto il Paese, nelle aree abitate da popolazione mista araba ed ebraica.

Violenti incidenti si sono registrati nella tarda serata a Lod e a Ramle, cittadine miste nel centro di Israele, con sinagoghe, negozi e auto date alle fiamme da arte di dimostranti arabi. Lo riferiscono i media. In particolare, secondo la tv Canale 12  sono tre le sinagoghe incendiate a Lod e molte le auto. La stessa fonte ha riferito che la polizia sta scortando alcuni “residenti ebrei terrorizzati” via dalle loro case. “Questa è la Notte dei Cristalli a Lod”. Così il sindaco Yair Revivo – evocando i pogrom contro gli ebrei nella Germania nazista del 1938 – ha definito quanto sta accadendo nella cittadina al centro di Israele. Revivo – che ha chiesto al premier Netanyhau di dichiarare “lo stato di emergenza della città” – ha detto che è necessario l’intervento dell’esercito. “Qui c’è una mancanza del governo – ha aggiunto – È un fatto gigantesco: una Intifada degli arabi israeliani. Sono bruciate le sinagoghe, come centinaia di auto. Centinaia di teppisti arabi stanno percorrendo le strade. È scoppiata la guerra civile”.

La risposta dal ministro della Difesa Benny Gantz è arrivata a stretto giro: “Ho parlato con il sindaco di Lod,Yair Revivo, e l’ho aggiornato sulla decisione di rafforzare immediatamente la vigilanza con le forze di polizia di frontiera. Nella situazione a cui siamo arrivati, dobbiamo agire con fermezza contro i criminali, raffreddare gli animi e mantenere l’ordine pubblico. In qualità di leader pubblici, abbiamo la responsabilità di calmare la situazione, ed è così che agiremo”.

Mercoledì le scuole nel sud e nel centro di Israele saranno chiuse a causa dei razzi lanciati da Gaza. Lo ha reso noto il comando militare regionale, secondo quanto riportano i media locali.

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu terrà nella giornata di mercoledì una nuova riunione d’emergenza sul conflitto che oppone israeliani e palestinesi, la seconda in tre giorni. La nuova sessione è stata richiesta da Tunisia, Norvegia e Cina. La prima riunione, ieri, richiesta da Tunisi, si è conclusa senza alcuna dichiarazione congiunta del Consiglio a causa della riluttanza degli Stati Uniti ad adottare un testo “in questa fase”.

 

Covid Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle d’Aosta Veneto Italia Agrigento Alessandria Ancona Aosta Arezzo Ascoli Piceno Asti Avellino Bari Barletta-Andria-Trani Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Bolzano Brescia Brindisi Cagliari Caltanissetta Campobasso Carbonia-Iglesias Caserta Catania Catanzaro Chieti Como Cosenza Cremona Crotone Cuneo Enna Fermo Ferrara Firenze Foggia Forlì-Cesena Frosinone Genova Gorizia Grosseto Imperia Isernia La Spezia L’Aquila Latina Lecce Lecco Livorno Lodi Lucca Macerata Mantova Massa-Carrara Matera Messina Milano Modena Monza e della Brianza Napoli Novara Nuoro Olbia-Tempio Oristano Padova Palermo Parma Pavia Perugia Pesaro e Urbino Pescara Piacenza Pisa Pistoia Pordenone Potenza Prato Ragusa Ravenna Reggio Calabria Reggio Emilia Rieti Rimini Roma Rovigo Salerno Medio Campidano Sassari Savona Siena Siracusa Sondrio Taranto Teramo Terni Torino Ogliastra Trapani Trento Treviso Trieste Udine Varese Venezia Verbano-Cusio-Ossola Vercelli Verona Vibo Valentia Vicenza Viterbo

YouGoNews