domenica, Giugno 13, 2021
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Le camelie di Chanel che tutelano l’ecosistema

Si è guadagnato il livello più alto della certificazione di Haute Valeur Environnementale (Hve – Alto valore ambientale) il progetto di Chanel legato alla coltivazione della camelia, il fiore preferito di Coco, a Gaujacq, nel sud della Francia. Non la prima né l’unica iniziativa della maison che da molti anni coltiva, osserva e sperimenta quelli che poi diventano i principi attivi dei suoi trattamenti in laboratori a cielo aperto in diverse aree climatiche del mondo con una strategia che si basa sulla tutela ambientale e territoriale valorizzando i terreni con un approccio agroecologico virtuoso che unisce pratiche di coltivazione tradizionale e innovazione scientifica.

È così che nel comune di Gaujacq, nel sud-ovest della Francia, tra le colline verdeggianti del Béarn e le rive dell’Adour, il brand porta avanti dal 1998 il programma dedicato alla camelia avviato in collaborazione con Jean Thoby, esperto internazionale di questo fiore, che da decenni cura un giardino-conservatorio botanico che ospita 2mila varietà di queste piante. Accanto al giardino si trovano le coltivazioni dell’azienda agricola dedicata.

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«Nel 1998 abbiamo avviato una collaborazione con il reparto di ricerca Chanel per realizzare degli esperimenti e creare piantagioni – racconta Jean Thoby -. Provando e riprovando, anche grazie al confronto costante con il laboratorio di fitochimica, nel 2009 siamo arrivati a creare una prima coltivazione di Camellia japonica Alba Plena». Una varietà che senza il progetto di Chanel sarebbe potuta scomparire e che è diventata il principio attivo della linea di trattamenti Hydra Beauty.

«Le 2.700 piante vengono coltivate in piena terra secondo pratiche agricole ambiziose e rispettose dell’ambiente, senza l’impiego di sostanze chimiche – aggiunge Philippe Grandry, responsabile delle coltivazioni Chanel nell’azienda agricola -. Si tratta di una coltivazione sperimentale agroecologica: l’introduzione di alberi e arbusti specifici rafforza l’equilibrio e la resistenza degli ecosistemi, ombreggia leggermente le camelie, contribuisce alla biodiversità, rende le piante più resistenti alle malattie e ai predatori e permette agli insetti impollinatori e agli uccelli di trovare riparo. Le radici profonde migliorano la qualità e la fertilità del suolo, forniscono gli elementi nutritivi e ricostituiscono la lettiera forestale».

Un approccio che si è guadagnato la certificazione di Haute Valeur Environnementale di livello 3 – il più alto – per la coltivazione dei 70 acri e l’etichetta “Conversione all’agricoltura biologica”: due riconoscimenti che testimoniano che le pratiche agricole utilizzate nell’azienda agricola preservano l’ecosistema naturale e riducono al minimo l’impatto sull’ambiente. Quella con le camelie è uno dei tanti esempi delle attività in materia di sostenibilità della maison che a marzo 2020 ha lanciato Mission 1.5°, il suo impegno per affrontare il cambiamento climatico, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima del 2015. Tra i vari propositi: dimezzare le emissioni di Co2 delle sue attività entro il 2030 e ridurre del 40% quelle delle sue filiere globali. Ancora, l’azienda si impegnerà a utilizzare soltanto energia 100% rinnovabile per le sue proprietà entro il 2025 e a ottimizzare le spedizioni, scegliendo veicoli a basse emissioni e implementando lo smart working per i propri dipendenti. In particolare, per quanto riguarda i prodotti cosmetici, già da molti anni alcuni prodotti hanno packaging riutilizzabili.

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