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Le Borse di oggi, 12 maggio 2021. Listini in calo in attesa dell’inflazione Usa. Asia ai minimi da gennaio

MILANO – Ore 17. L’inflazione Usa di aprile supera le attese degli analisti e riaccende i timori dei mercati per un surriscaldamento dei prezzi, che potrebbe pesare sulla ripresa economica post-pandemia e aprire a un cambio di atteggiamento da parte della Federal Reserve, che finora ha mantenuto la massima cautela sui tassi e assicurato tolleranza sull’inflazione prima di agire.

Secondo i dati americani del primo pomeriggio, il costo della vita ha segnato una crescita tendenziale del 4,2% (top dal 2008) a fronte di un atteso +3,6% e in sensibile accelerazione dal +2,6% di marzo. I prezzi al consumo sono saliti dello 0,8% mensile contro il +0,6% di marzo, anche in questo caso sopra l’atteso +0,2%. La ripresa economica, le riaperture e l’andamento delle materie prime sono alla base della dinamica, che nella variazione annua si deve anche alla debolezza del 2020 legata ai lockdown. Anche la componente “core” dei prezzi, quella che esclude elementi volatili quali energia ed alimentari, ha battuto le stime: il dato core è cresciuto dello 0,9%, contro attese per un +0,3% registrando il maggior aumento mensile dall’aprile 1982. Anche nel raffronto annuo l’inflazione al netto delle componenti ballerine è stata più forte del previsto: +3% contro attese per +2,3%.

I dati si sono fatti sentire su Wall Street, che ha visto accelerare il selloff del comparto tecnologico con il Nasdaq a -1,8% alla chiusura delle Borse europee. Il Dow Jones perde lo 0,75% e lo S&P500 l’1,2%. I rendimenti dei Treasury sono risaliti con il dollaro. L’euro chiude in calo: il cambio sul dollaro, che a fine mattinata si muoveva a circa 1,2125, è scivolato sotto quota 1,21, in zona 1,2075. In Europa, invece, i listini tengono il colpo: Milano riesce a restare in positivo e chiude in rialzo dello 0,23%. Londra sale dello 0,78%, Francoforte dello 0,21% mentre Parigi aggiunge lo 0,19%. A Piazza Affari arriva una raffica di conti – Poste, Mediaset e Snam – mentre Unicredit annuncia una riorganizzazione.

L’inflazione accelera, ecco perché. “Ma alla base ci sono fattori temporanei”

di

Sara Bennewitz

Raffaele Ricciardi

12 Maggio 2021

A soffrire maggiormente le prospettive inflazionistiche sono i titoli tech, che hanno corso maggiormente durante la pandemia e ora hanno più da perdere in caso di correzione. Gioca a loro sfavore la possibilità di un rialzo dei tassi, con conseguente incremento del costo del debito che solitamente le caratterizza. Anche per questi fattori, a pagare maggiormente in Asia è stata la Borsa di Taiwan che è arrivata a perdere l’8,6%, anche per colpa delle restrizioni legate al Covid. Poi il listino di Taipei è risalito chiudendo al -4,1%. L’isola di Taiwan è stata una delle più virtuose finora nel contenimento della pandemia, con appena 1.200 casi e solo 12 morti. L’economia taiwanese è cresciuta del 3,1% nel 2020. Tuttavia le autorità si sono viste costrette a introdurre di recente nuove restrizioni per paura di alcuni focolai di contagi. Tokyo ha terminato la giornata in netto calo (-1,6%), mentre Hong Kong (+0,8%) e le Piazze cinesi (Shanghai +0,6%) si sono mosse in controtendenza.

Già in Germania sono stati confermati i prezzi al consumo, cresciuti in aprile dello 0,7% mensile e del 2 per cento su base annua. La conferma dell’andamento dell’inflazione, dato finale, è in linea con le stime del mercato. Il dato dell’inflazione armonizzata mostra invece un incremento dello 0,5% mensile e del 2,1% annuo anche in questo caso in linea con le previsioni. Da segnalare che in Gran Bretagna l’economia si è contratta dell’1,5% nel primo trimestre, poco meglio del -1,6% previsto, a causa delle misure di contenimento collegate alla pandemia.

Lo spread tra Btp e Bund tedesco è stabile a 114 punti base. Il rendimento del decennale italiano sale però all’1,02%, ai massimi dal 14 settembre del 2020.

Tra le materie prime, i prezzi del petrolio sono in rialzo con il Wti che ha superato quota 66 dollari al barile e il Brent che punta ai 70. Gli ultimi dati Api hanno mostrato che le scorte di greggio negli Stati Uniti sono diminuite di 2,5 milioni di barili la scorsa settimana. Quotazioni dell’oro in calo sui mercati asiatici a fronte delle  previsioni di ripresa dell’economia Usa. Il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.830 dollari l’oncia, in calo dello 0,3% sulle quotazioni della vigilia.

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