domenica, Giugno 13, 2021
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La fiducia nella cura e la cura della fiducia

Joseph Henrich insegna ad Harvard ed è un antropologo “evoluzionista culturale”. Ha pubblicato per Penguin Books un saggio interessante e ambizioso: The WEIRDest People in the World: How the West Became Psychologically Peculiar and Particularly Prosperous. Weird, in inglese significa “strambo”, “peculiare”, ma qui vale come acronimo per “Western, Educated, Industrialised, Rich and Democratic” (Occidentali, Colti, Industrializzati, Ricchi e Democratici).

Weird

Insomma: noi. Ma perché weird? Perché Henrich, chiamando all’appello ricerche psicologiche, antropologiche ed economiche degli ultimi decenni, ci dice che ciò che riteniamo standard e universale da un punto di vista psicologico è in realtà peculiare di una parte molto limitata della popolazione mondiale (considerando Europa, Nord America, Oceania, Giappone, Corea, e qualche altro segmento sparso, non più del 12%).

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88% della popolazione mondiale compare solo nel 4% delle ricerche

Henrich parte da un semplice dato: il 96% delle ricerche psicologiche pubblicate comprende campioni ricavati da popolazioni che appartengono a questa minoranza. Questo significa che il restante 88% della popolazione mondiale compare solo nel 4% delle ricerche! Pare dunque che molte delle nostre certezze sul funzionamento psicologico vadano ridimensionate e rilette con la lente dell’evoluzionismo culturale.

Sono molte le “peculiarità” che Henrich prende in analisi, offrendoci strumenti stimolanti per comprendere il nostro livello di individualismo (il cosiddetto I-mode) e quanto, a differenza di popolazioni organizzate in strutture sociali più collettivistiche, sia per noi difficile acquisire fiducia negli altri.

Per esempio, una ricerca citata nel libro (e ripresa da Peter Fonagy in un bel seminario organizzato dal collega Osmano Oasi all’Università Cattolica di Milano) mostra come di fronte a una prova sperimentale in cui bisogna completare la frase “io sono…” in dieci modi diversi, noi weird tendiamo a usare attributi personali, spesso legati al nostro lavoro o alle nostre aspirazioni individuali (“uno scienziato”, “un curioso”, “una persona aperta di mente”), mentre il resto del mondo usa con molta più frequenza ruoli familiari o sociali (“il padre di Efemelu”, “la sorella di Maya”, “un membro del popolo Ndebele”).

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