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Vertice Ue, Draghi: “Mercato del lavoro ingiusto, penalizza donne e giovani”. Gli impegni morali dell’Europa

MILANO – La prima giornata del Vertice europeo di Porto si chiude con una serie di impegni morali e politici che l’Ue assume di fronte ai suoi cittadini. Impegni non vincolanti che ogni Stato sarà libero di perseguire con percorsi propri e autonomi.

In particolare, la Commissione europea vuole che, entro il 2030:
– almeno il 78% della popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni abbia un lavoro;
– almeno il 60% di tutti gli adulti partecipi ogni anno ad attività di formazione;
– il numero di persone a rischio di povertà sia ridotto di almeno 15 milioni, di cui almeno 5 milioni bambini.

Le misure di supporto all’economia saranno mantenute fino a quando la pandemia le giustificherà.

Gli impegni sono stati sottoscritti dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, dal primo ministro portoghese che detiene attualmente la presidenza del Consiglio dell’Ue, Antonio Costa, dalle parti sociali europee e dalle organizzazioni della società civile.

Il Covid e le disuguaglianze

La pandemia ha accentuato drammaticamente le disuguaglianze in Italia e in Europa. Ne è convinto Mario Draghi che denuncia questo andamento al Social Summit di Porto: “Nell’Ue – dice il premier italiano – un giovane su sette non è occupato, né frequenta un corso di istruzione o di formazione. In Italia siamo vicini a uno su quattro”.

“Il divario nel tasso di occupazione tra uomini e donne nell’Ue si attesta a 11,3 punti percentuali. In Italia è quasi il doppio. Un terzo della popolazione italiana vive nelle regioni del Sud, ma la sua quota di occupazione totale è solo di un quarto”.

Ancora Draghi: “Così come durante la Grande Recessione e la crisi del debito sovrano in Europa, sono i nostri giovani e le nostre donne a pagare il prezzo di questa tragedia”. Si tratta di “fratture” che hanno “profonde radici storiche e culturali, ma svelano anche evidenti carenze istituzionali e giuridiche”.

“Troppi Paesi dell’Ue hanno un mercato del lavoro a doppio binario, che avvantaggia i garantiti – in genere i lavoratori più anziani e maschi – a spese dei non garantiti, come le donne e i giovani. Mentre i cosiddetti garantiti sono meglio retribuiti e godono di una maggiore sicurezza del lavoro, i non garantiti soffrono un vita lavorativa precaria. Questo sistema è profondamente ingiusto e costituisce un ostacolo alla nostra capacità di crescere e di innovare”.

“Questa non è l’Italia come dovrebbe essere, né l’Europa come dovrebbe essere”, aggiunge il premier. Che sottolinea: “Lo shock provocato dal Covid-19 ha reso questi divari ancora più profondi”.

“Nessuno lasciato indietro”

“Da tempo l’Ue ha fatto del suo modello sociale un punto di orgoglio. Il sogno europeo è di garantire che nessuno venga lasciato indietro. Ma, già prima della pandemia, le nostre società e i nostri mercati del lavoro erano frammentati. Disuguaglianze generazionali, disuguaglianze di genere e disuguaglianze regionali”.

Draghi si augura che “il programma Sure di sostegno all’occupazione rimanga al suo posto”, diventando strutturale; e che le politiche comunitarie di aiuto alla crescita e all’innovazione restino in piedi a lungo.

Intanto l’Italia proverà a fare la sua parte: “Grazie al Recovery Plan, stiamo cercando di porre rimedio a questa triste situazione. Verranno investiti 6 miliardi di euro per riformare le politiche attive del mercato del lavoro”. Servono “formazione e riqualificazione di coloro che devono cambiare lavoro o che sono alla ricerca di una prima occupazione, seguendo l’esempio del Programma europeo di garanzia per i giovani”

I leader europei a Porto (agf)

A tutto questo l’Europa vuole porre rimedio. Il Recovery “è l’opportunità del secolo. Sollecito i Paesi che non lo hanno fatto a ratificare le risorse proprie perché è la precondizione per andare sui mercati ed avviare il rilancio economico”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, nella sua introduzione al Social summit di Porto.

Posti di qualità

“Sono molto contenta di essere qui a Porto per questo importante Social summit che arriva al momento giusto – aggiunge la presidente – è arrivato il momento della ripresa per la quale l’Ue metterà a disposizione i 750 miliardi del Next Generation Eu. Gli aspetti sociali sono assolutamente prioritari”, occorre mettere in campo “posti di lavoro di qualità”, ha aggiunto la presidente.

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Von der Leyen ha citato, in chiave positiva, la letteratura italiana: “Il mondo sta cambiando e anche noi dobbiamo cambiare. Come ha detto il celebre Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo: tutto deve cambiare perché tutto resti come prima”, ha detto nella sua introduzione ai lavori.

Macron a Porto. Alle sue spalle, la Vestager (reuters)

“Dobbiamo agire sul cambiamento climatico e voglia che l’Europa sia all’avanguardia nella transizione digitale, ma anche dare vita alla promessa sociale dell’Europa e questo ci ha portato oggi a Porto”, ha aggiunto la presidente.

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