domenica, Giugno 13, 2021
Disponibile su Google Play
HomeMangiareProposta Ue per abbassare il grado alcolico: sì all’acqua nel vino

Proposta Ue per abbassare il grado alcolico: sì all’acqua nel vino

Bruxelles vuole annacquare il vino. Nuovo pesante attacco a uno dei prodotti simbolo del made in Italy agroalimentare che già qualche mese fa aveva subito una pesante offensiva con la pubblicazione della strategia Ue di lotta al cancro che prevedeva la possibilità di introdurre sulle etichette del vino degli alert sul tipo di quelli previsti da anni sui pacchetti di sigarette (“nuoce gravemente alla salute”).

Ora si apre un nuovo pericoloso fronte per il vino, l’offensiva dell’acqua. A lanciare l’allarme è stata la Coldiretti che ha sottolineato come in un documento circolato al Consiglio dei ministri agricoli Ue è emersa la possibilità non solo di produrre vino dealcolato (ovvero con un minore contenuto di alcol) ma soprattutto si è affacciata anche l’ipotesi di aggiungere acqua al vino al fine di abbassarne la gradazione alcolica.

Loading…

Il working paper Ue che prevede la “dealcolizzazione” del vino

Visualizza

Il vero problema però è legato al come tradurre questo obiettivo in realtà. Infatti finora da un lato l’aggiunta di acqua al vino (a livello produttivo non certo a tavola) era vietata, dall’altro, in Europa c’è la rete di sicurezza delle denominazioni d’origine dei vini. I disciplinari dei vini a denominazione d’origine, infatti, in Italia come negli altri paesi Ue, prevedono un “titolo alcolometrico minimo” al di sotto del quale quel determinato vino non può fregiarsi della denominazione d’origine.

«Il documento circolato tra i ministri agricoli Ue – spiega il responsabile vitivinicolo della Coldiretti, Domenico Bosco – è pericoloso perché compie un vero e proprio “salto di qualità”. Finora infatti le bevande dealcolate erano considerate come una categoria a parte che in nessun caso potevano essere confuse col vino. Nel documento Ue invece si parla dell’ipotesi di ridurre l’alcol come di quella di aggiungere acqua come di una “pratica enologica”. Ovvero una tecnologia che una volta approvata diventa utilizzabile su tutto il territorio Ue bypassando i limiti previsti dai disciplinari di produzione che invece hanno sempre svolto la funzione di frenare derive qualitative».

«Se passasse questa impostazione – aggiunge Bosco – un soggetto potrebbe comprare ad esempio una partita di Chianti Docg certificato come di un altro vino a denominazione e poi annacquarlo nel proprio stabilimento per trasformarlo in ‘Chianti dealcolato’. Appare chiaro come un’ipotesi del genere aprirebbe vere e proprie praterie per frodi e contraffazioni».

[Fonte] RSS Feed da www.dissapore.com www.gustoblog.it www.ilsole24ore.com

Covid Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle d’Aosta Veneto Italia Agrigento Alessandria Ancona Aosta Arezzo Ascoli Piceno Asti Avellino Bari Barletta-Andria-Trani Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Bolzano Brescia Brindisi Cagliari Caltanissetta Campobasso Carbonia-Iglesias Caserta Catania Catanzaro Chieti Como Cosenza Cremona Crotone Cuneo Enna Fermo Ferrara Firenze Foggia Forlì-Cesena Frosinone Genova Gorizia Grosseto Imperia Isernia La Spezia L’Aquila Latina Lecce Lecco Livorno Lodi Lucca Macerata Mantova Massa-Carrara Matera Messina Milano Modena Monza e della Brianza Napoli Novara Nuoro Olbia-Tempio Oristano Padova Palermo Parma Pavia Perugia Pesaro e Urbino Pescara Piacenza Pisa Pistoia Pordenone Potenza Prato Ragusa Ravenna Reggio Calabria Reggio Emilia Rieti Rimini Roma Rovigo Salerno Medio Campidano Sassari Savona Siena Siracusa Sondrio Taranto Teramo Terni Torino Ogliastra Trapani Trento Treviso Trieste Udine Varese Venezia Verbano-Cusio-Ossola Vercelli Verona Vibo Valentia Vicenza Viterbo

YouGoNews