domenica, Giugno 13, 2021
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i dati rivelano un forte divario di ricchezza in Dogecoin

Mercoledì, Dogecoin (DOGE) ha assistito a una replica del Doge Day continuando la sua scalata della classifica crypto. Il meme token ha superato XRP, divenendo così la quarta più grande criptovaluta in termini di capitalizzazione di mercato: è stato raggiunto un prezzo di 0,69$, target indicato specificatamente dai trader sui social media.

Tuttavia, questa crescita potrebbe non essere particolarmente genuina. Nonostante l’hype che circonda Dogecoin (e il suo capitano di fatto, Elon Musk), dati disponibili pubblicamente suggeriscono che relativamente poche persone stanno effettivamente usando la blockchain, e chi la usa rappresenta una porzione incredibilmente grande della sua attività complessiva.

Nella giornata di martedì, il valore in dollari dei token trasferiti attraverso la blockchain di Dogecoin ha superato 58 miliardi di dollari. Questa cifra è superiore del 70% rispetto all’importo trasferito su Bitcoin (34 miliardi di dollari) e del 260% rispetto a quello su Ethereum (16 miliardi di dollari).

Analizzando più a fondo i dati on-chain, notiamo che sebbene Dogecoin sposti un valore totale più alto rispetto alle due criptovalute più grandi del mondo, lo fa in un numero di transazioni significativamente più basso.

Stando ai dati di Bitinfocharts, ieri la blockchain di Ethereum ha registrato oltre 1,4 milioni di transazioni, mentre Bitcoin ne ha registrate quasi 300.000. Confrontando le cifre con solo 76.000 transazioni registrate sulla blockchain di Dogecoin, inizia ad emergere un evidente divario di ricchezza.

Infatti, il valore medio delle transazioni di Dogecoin nella giornata in questione è quasi il doppio rispetto a quello di Bitcoin (BTC). Il valore medio delle transazioni in DOGE era pari a 800.000$, rispetto ai 420.000$ di BTC. Il confronto con Ethereum evidenzia una situazione ancora peggiore. Il valore medio delle transazioni di Dogecoin ha superato quello di Ethereum dell’8.000%, nonostante il numero di trasferimenti corrispondesse solo al 5% di quest’ultimo.

Considerando che un singolo indirizzo contiene il 28% di tutte le monete esistenti, mentre solo 12 indirizzi contengono il 67%, risulta evidente che Dogecoin non è esattamente la moneta del popolo promossa sui social.

Un report pubblicato di recente da Galaxy Digital ha infierito ulteriormente su DOGE come progetto. Intitolato “Dogecoin: The Most Honest Sh*tcoin,” il report sottolinea che la repository di Dogecoin su GitHub (in cui vengono registrati gli aggiornamenti al codice della blockchain) non viene toccata dal 2017. Inoltre, il numero di nodi completamente sincronizzati (computer che gestiscono copie della blockchain di Dogecoin) corrisponde solo al 26% del conteggio totale, suggerendo che poche persone sono disposte a adoperarsi per mantenere la sicurezza della blockchain.

Ma sebbene il network di Dogecoin sembri una città fantasma, l’evidente realtà rimane che il token è uno degli asset digitali più performanti nel settore crypto. DOGE ha registrato una crescita del 14.000% dal 1° gennaio, quando era valutato a una frazione di un centesimo.

Sia il merito che la colpa per l’ascesa in apparenza irrazionale di DOGE sono stati attribuiti al “Dogefather” in persona, Elon Musk, che nel corso del 2021 si è dilettato a pubblicare meme su Doge ai suoi 52 milioni di follower su Twitter.

Tuttavia, occorre sottolineare che il recente picco a 0,69$ è lo stesso target stabilito dai trader su Reddit determinati a pompare artificialmente la valutazione di DOGE. Secondo i piani iniziali, il prezzo avrebbe dovuto raggiungere tale livello il 20 aprile (4/20, cifra utilizzata sul web per indicare la cannabis), ma ci sono volute altre due settimane per arrivare a quel target. Ora, i trader puntano all’obiettivo definitivo di 1$.

Se cercate ulteriori prove a dimostrazione del fatto che i mercati non sono sempre razionali, basta pensare alla vicenda GameStop di quest’anno, in cui il prezzo delle azioni di un’azienda quasi defunta è aumentato di oltre il 9.000%.

“Dogecoin è sempre stato uno scherzo, e continua a diventare sempre più divertente,” recita il report di Galaxy Digital. L’autore e direttore della ricerca di Galaxy Digital, Alex Thorn, ha lodato Dogecoin per la sua franchezza, segnalando che il destino del token non è legato ad annunci della fondazione o a promesse degli sviluppatori, e che il suo unico obiettivo è quello di suscitare una reazione.

“La longevità di Dogecoin è assicurata finché un’ovvietà rimane tale: la gente ama gli scherzi,” ha concluso Thorn.

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