domenica, Giugno 13, 2021
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Voci, film, libri: l’impegno del Sole per la memoria

Il Sole 24 Ore, oltre al libro su Modiano, porta in edicola e in libreria A stasera e fai il bravo di Salo Muller, tradotto per la prima volta in Italia. Salo, ebreo di Amsterdam, nasce nel 1936, a sei anni rimane orfano perché i suoi genitori rimangono vittime dei rastrellamenti delle SS. Viene protetto dalla resistenza olandese, cambia nove famiglie, perde il suo nome: sarà per tutti Japje (piccolo Jacob), poi, a guerra finita, zia Ju e zio Louis gli sveleranno la verità. Fantasmi, domande eterne da sopravvissuto fino a trovare una nuova strada come fisioterapista dell’Ajax di Cruijff e ora come paladino di tutte le vittime della Shoah.

Nel 2018 Salo Muller ha ottenuto dalle ferrovie olandesi, ree di aver portato le vittime nei lager, un risarcimento per i sopravvissuti e i loro eredi, e anche le scuse. Questa battaglia legale si è allargata alle ferrovie tedesche. Salo, a 84 anni, ha mille vite: una sua video intervista sarà online domani sul sito del Memoriale della Shoah.

E sarà protagonista del podcast “Voci delle memoria”, progetto ideato e realizzato dal Sole 24 Ore e Radio 24 a cura di Raffaella Calandra e Maria Luisa Colledani. Dopo la storia di Salo Muller, online da oggi, saranno proposte quelle, fra gli altri di Sami Modiano, Nedo Fiano, Liliana Segre, Andra e Tatiana Bucci, Goti Bauer, Edith Bruck e Ginette Kolinka.

Online da oggi sul sito del Sole anche il film Il viaggio più lungo , del regista Ruggero Gabbai (Produzione Forma International) che, con le testimonianze di Sami Modiano, Stella Levi e Albert Israel, racconta le vicende degli ebrei di Rodi, dagli anni della amministrazione italiana fascista alla deportazione.

Sempre sul sito, si possono percorrere vis, strade e piazze attraverso la mappa sulla quale sono geolocalizzate le Pietre d’inciampo italiane. Nel nostro Paese sono ormai circa 1.500 i cubetti in ottone con i nomi delle persone che il regime nazista ha ucciso nei campi, sono ebrei, sinti, rom, omosessuali, oppositori politici, testimoni di Geova. Vivevano accanto ai nostri nonni, ai nostri bisnonni e, grazie alle Pietre d’inciampo, «li riportiamo a casa», come dice Marco Steiner, presidente del Comitato Pietre d’inciampo di Milano che ha reso digitali le 121 pietre della città con il progetto Instagram History.

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