mercoledì, Giugno 16, 2021
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In una realtà parallela: colpiti dall’asteroide

2021PDC è un asteroide fittizio, inventato dalla NASA al solo scopo di fare esercizio: non esiste e non comporta alcun rischio per i terrestri. E meno male, perché nella simulazione organizzata dal Center for Near-Earth Object Studies (CNEOS) dell’agenzia spaziale statunitense per prepararsi a un’eventuale minaccia di impatto, le cose non sono proprio filate lisce. Non siamo riusciti ad evitare il peggio nonostante sei mesi di preavviso, e il finto masso spaziale è – in quella realtà parallela – infine piombato sull’Europa orientale. È il secondo fallimento di un’esercitazione globale finalizzata a fronteggiare un’eventualità del genere.

Prepariamoci. La simulazione ha coinvolto gli scienziati delle agenzie spaziali di Europa e Stati Uniti e si è svolta nell’arco di una settimana, nell’ambito della Conferenza di Difesa Planetaria dell’International Academy of Aeronautics (IAA). Ogni giorno il team apprendeva nuove informazioni sulla distanza, le dimensioni e le probabilità di impatto dell’asteroide, e doveva collaborare per provare a distruggere la roccia spaziale o deviarne la traiettoria. L’intento di questi esercizi è proprio allenare le capacità di comunicazione tra scenziati ed agenzie governative per non farsi trovare impreparati nel caso in cui questo scenario diventasse reale.

poco tempo. Gli sforzi sono stati vani: gli scienziati sono stati costretti ad ammettere che ad oggi, nessuna delle tecnologie esistenti sarebbe in grado di fermare un ipotetico asteroide con un preavviso di sei mesi (il tempo ipotizzato tra l’avvistamento fittizio e l’impatto di 2021PDC).
 
L’esercizio è cominciato con la finta “scoperta”, 19 aprile 2021, di un asteroide a 57 milioni di km di distanza, con il 5% di probabilità di impattare sulla Terra il 20 ottobre 2021. Nelle settimane successive, i calcoli della traiettoria dell’asteroide, nel frattempo ribattezzato 2021PDC, lo hanno dato quasi certamente destinato a schiantarsi su Europa o Nord Africa.

Le previsioni di impatto del finto asteroide: un mirino sempre più preciso.

Le previsioni di impatto del finto asteroide: un mirino sempre più preciso.
© JPL/NASA

si salvi chi può! Nel terzo giorno di esercizio gli scienziati si sono trovati catapultati al 30 giugno, con l’asteroide che puntava dritto sull’Europa orientale. Il quarto giorno – una settimana prima della data del presunto impatto – ormai si sapeva che la roccia celeste avrebbe colpito vicino al confine tra Germania, Repubblica Ceca e Austria, e che l’esplosione avrebbe generato tanta energia quanta una bomba atomica. Non rimaneva che evacuare il più rapidamente possibile la popolazione.
 

La conclusione amara è stata che le attuali tecnologie di lancio e le sonde che abbiamo a disposizione non consentirebbero di inviare una missione di ricognizione o di mitigazione in tempo per scongiurare l’impatto, se ci fosse questo breve preavviso. Una missione di distruzione nucleare dell’asteroide potrebbe mitigare il rischio di un singolo schianto devastante, in stile “fine dei dinosauri”, ma nella simulazione rimanevano parecchie incertezze circa le dimensioni e le proprietà del corpo celeste, variabili che nel mondo reale potrebbero compromettere anche questa opportunità di salvezza.

Come ci stiamo attrezzando. Si potrebbe pensare che nella realtà verremmo a sapere di un simile pericolo con largo anticipo, ma non è necessariamente così: si stima che due terzi degli asteroidi più larghi di 140 metri siano ancora da scoprire. La nostra abilità di sorveglianza degli oggetti near-Earth (in inglese near-Earth object – NEO), che transitano cioè in prossimità della Terra, è attualmente limitata dal fatto che per osservarli, i pochi telescopi abbastanza potenti che abbiamo dovrebbero puntare nella corretta direzione nel giusto momento.

La NASA sta lavorando a un nuovo telescopio dedicato alla sorveglianza di asteroidi potenzialmente pericolosi – la Near-Earth Object Surveillance Mission – mentre l’ESA ha avviato una collaborazione con l’European Southern Observatory (ESO) per i Test-Bed Telescope 1 e 2: due telescopi, uno in Spagna e uno in Cile, che stanno funzionando da dimostratori tecnologici nel censimento di oggetti NEO pericolosi. L’obiettivo futuro è organizzare un più ampio network di strumenti che vigilino sulla sicurezza del Pianeta.

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