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Quanto è servito il lockdown per limitare la pandemia

Siamo rimasti mesi e mesi in casa, abbiamo smesso di andare a lavorare in ufficio e di pranzare al ristorante, i bambini hanno imparato a seguire le lezioni via dad, le mascherine sono diventate la nostra seconda pelle. Ma quanto è servito tutto questo?

Uno studio postato su MedRxiv e condotto dai maggiori centri di ricerca europei (Oxford, Imperial College London School of Economy, Bristol, Copenhagen e Essen) su dati raccolti in 7 Paesi (Austria, Repubblica Ceca, Germania, Inghilterra, Italia, Olanda, Svizzera) ha valutato proprio «l’efficacia degli interventi “non farmaceutici” dei governi in Europa contro la seconda ondata del Covid-19».

Negozi e ristoranti
La chiusura dei negozi è stata particolarmente efficace, perché ha ridotto del 35% l’Rt, l’indice di replicazione del virus. Quella di ristoranti, pub e caffè del 12%, esattamente come quella dei locali notturni. L’indice Rt è diminuito del 12% anche grazie alla chiusura di quelle attività dove clienti e lavoratori sono a stretto contatto, come i negozi di parrucchieri e i saloni di bellezza. Vietare i luoghi di svago e intrattenimento come zoo, musei e teatri ha avuto, invece, un effetto minimo, calcolato intorno al 3%.

Il divieto di riunirsi con amici e famigliari ha avuto grande impatto: la riduzione del 26% dell’Rt. In totale, proibire gli incontri e chiudere tutte le attività non essenziali ha portato a una riduzione totale dell’Rt del 52%.

Scuola
Gli studi osservazionali sulla prima ondata hanno rilevato costantemente che la chiusura delle scuole era tra gli «interventi non farmaceutici» più efficaci. Nella seconda ondata, invece, l’effetto è stato minimo, intorno al 7%. Gli studiosi ipotizzano che «una combinazione di misure di sicurezza, cambiamenti di comportamento, e fattori epidemiologici» abbiano impedito grandi focolai come quelli che si erano sviluppati nella prima metà del 2020. Nella seconda ondata, le scuole europee hanno messo in campo misure di sicurezza che mancavano ad altre organizzazioni, tra cui test e screening, tracciamento dei contatti, sanificazione, ventilazione, riduzione delle dimensioni dei gruppi e prevenzione degli assembramenti.

E la mascherina? «La politica di indossarla nella maggior parte o in tutti gli spazi condivisi e pubblici e il coprifuoco notturno hanno avuto effetti moderati, ma statisticamente significativi: 12% e 13% rispettivamente».

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