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Ecosostenibile, innovativa e con confezioni plastic-free: ecco la cosmesi del futuro

Mascherine, gel disinfettanti per le mani, guanti in lattice, chiusura dei centri estetici e dei parrucchieri, hanno avuto un effetto negativo per pelle, capelli, unghie…Gli effetti di questo anno di Covid si sono sentiti sì a livello psicologico ma si sono ‘visti’ anche sul nostro corpo, non solo in termini di chili di troppo ma anche di bollicine, irritazioni, disidratazione. Elementi che hanno portato molte persone a prendersi cura di sé autonomamente, acquistando prodotti cosmetici, sia nei negozi che online. E in questa scelta, come in altri settori, gli italiani hanno dimostrato una particolare attenzione alla sostenibilità.

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04 Aprile 2020

Un cambio di rotta

Anche se il 2020 ha segnato un anno nero anche per il settore della cosmesi, con esportazioni (-9,6%) e consumi in calo (-16,5%) rispetto al 2019, si è osservato un cambio di abitudini di acquisto, virate da trucchi e creme a gel detergenti (9 milioni le confezioni vendute nel 2019, oltre 103 milioni nel 2020, dati Cosmetica Italia e Nielsen) e al ‘green beauty’. Nell’insieme, il settore dei cosmetici a ‘connotazione naturale e sostenibile’ ha un valore di 1.654 milioni di euro. La parte del leone la fanno i prodotti per capelli (33%), seguiti da quelli per la cura della pelle (30%), e del make-up (23%). Non solo, sempre più consumatori (oltre il 75%) preferisce acquistare confezioni plastic-free o comunque ricaricabili o riutilizzabili. E sulla sostenibilità punta non solo il settore dei prodotti cosmetici, ma anche dei servizi, visto che secondo un recentissimo sondaggio oltre il 50% degli italiani si affida a un salone di bellezza che utilizza prodotti eco-friendly.

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11 Aprile 2021

Cosa si nasconde dietro la parola bio

“Sicuramente negli ultimi 20 anni in Italia si è acquisita una maggiore consapevolezza nella scelta dei cosmetici sostenibili, colmando un po’ il gap che avevamo con Paesi come la Francia” spiega Maria Elena Setti, laureata in Chimica e tecnologia farmaceutiche, con specializzazione in Cosmetologia, fitoterapia e alimentazione, con un’esperienza ventennale nel settore. “Però c’è ancora molta confusione sui prodotti, cosa che fa anche gioco alle aziende: è facile attrarre clienti solo col packaging coi fiorellini e spacciare per bio prodotti che non lo sono. Così come mi sono imbattuta in una crema con bava di lumaca che aveva il logo vegan”. Il problema è che la normativa in merito è ancora molto lacunosa, per cui basta inserire tra gli ingredienti un po’ di camomilla bio, immersa in siliconi e petrolati – tutti ingredienti inquinanti e dannosi per la salute – per poter apporre sulla confezione la parolina ‘bio’. “Anche la definizione ‘100% naturale’ non vuol dire nulla” puntualizza Setti. “Già diverso è il discorso per il bollino ‘eco-bio’ perché indica che gli ingredienti sono rispettosi dell’ambiente, quindi siamo sicuri che almeno petrolati e siliconi non ci sono”.

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Alessandro Gassmann

16 Aprile 2021

La giungla delle etichette

Una giungla quindi in cui è difficile districarsi, ma un faro c’è: l’Inci, la nomenclatura internazionale degli ingredienti cosmetici, riportata sull’etichetta. Anche qui non è facile orientarsi, perché i nomi delle sostanze sono tutt’altro che familiari, ma si può andare per esclusione, stando alla larga per esempio da prodotti che sull’etichetta riportano ‘peg’, ‘vasellina’, ‘paraffina’. “Sono solo alcuni degli ingredienti dannosi, oltre ovviamente all’alluminio e all’alcol nei deodoranti. Al contrario, sì all’allume di rocca per deodorare ascelle e corpo e all’alcol nei cosmetici in cui questo serve come vettore, aumentando così l’efficacia del prodotto”. Sul sito www.pelle.bio l’esperta ha elaborato una piccola guida per orientarsi, utile soprattutto in questo periodo in cui la pelle è messa a dura prova da mascherine e gel igienizzanti a base alcolica. “Ho notato molta attenzione sulla biosostenibilità da parte delle donne tra i 35-50 anni, anche per una questione di disponibilità economica” conclude. “E quando mi chiedono consigli per le irritazioni e la disidratazione, molto frequenti in questo periodo, consiglio burro di karitè, olio di oliva, cera d’api (se non si è vegani), olio di ribes, di avocado, di mandorle, vitamina e, ossido di zinco, gel di aloe vera e calendula. Tutti prodotti naturali che aiutano la pelle a recuperare l’equilibrio”.

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22 Aprile 2021

Attenzione alle truffe online

L’attenzione agli ingredienti ha portato molte persone, durante la pandemia, a trovare nel web quello che cercavano: l’e-commerce è cresciuto del 42% rispetto al 2019 e durante il lockdown il 70% delle persone in Italia ha acquistato per la prima volta cosmetici online. Ma anche in questo campo, il rischio di cadere nella trappola della contraffazione è alto, “perciò molte aziende stanno investendo proprio nella trasparenza delle informazioni e nel controllo di tutte le fasi di lavorazione” sottolinea Emilio Zordella, presidente e ad del Gruppo Antares Vision, che sviluppa soluzioni digitali per il controllo qualità e la tracciabilità, “perché la sicurezza e la sostenibilità del prodotto passano anche dall’utilizzo della tecnologia applicata ai processi”.

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10 Giugno 2020

Materie alternative per il cosmetico del futuro

Lo sviluppo di prodotti mirati al riequilibrio e al benessere è uno degli obiettivi del Joint Lab Bicocca-Intercos, che per la prima volta vede una collaborazione permanente tra mondo della ricerca scientifica e industria nello sviluppo dei cosmetici del futuro. “Il progetto nasce dall’esigenza di trovare materie prime alternative nella formulazione di prodotti, la cui regolamentazione è ancora piena di zone grigie ma che sta andando verso una normativa sempre più stringente nell’abolizione delle microplastiche” dice Luca Beverina, responsabile scientifico del Joint Lab per l’Università Bicocca. “Il nostro compito sarà anche quello di utilizzare materie mutuate per esempio dall’agrofood, sfruttandone le qualità per un utilizzo non convenzionale. Per esempio, si potrebbero usare i carboidrati per realizzare una crema idratante”. Un altro campo su cui lavorerà il Lab è quello di realizzare prodotti di frontiera, destinati all’high end, utilizzando nuovi materiali per ottenere effetti speciali. “Ma la nostra ambizione più grande è quella di legare il concetto di cosmetico a quello di benessere” spiega Beverina. “Per ora ci si è limitati a formulazioni che non interferissero con l’ecosistema della pelle, il cosiddetto microbiota, invece la direzione è quella di creare prodotti che siano attivi per il suo riequilibrio, come avviene già con i dentifrici e i prodotti per i capelli. Sempre utilizzando materie prime alternative e sostenibili, che vadano a sostituire quelle che a breve saranno fuori legge. Finalmente”. 

 

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