lunedì, Giugno 14, 2021
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Coronavirus nel mondo, Usa, i Cdc raccomandano attenzione ai sintomi di trombosi dopo il vaccino J&J

Le persone che hanno appena ricevuto il vaccino contro il coronavirus elaborato dalla casa farmaceutica statunitense Johnson & Johnson devono tenere d’occhio eventuali sintomi di coaguli sanguigni e trombosi, tenendosi pronte a consultare immediatamente un medico. E’ la raccomandazione dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) contenuta nelle linee guida aggiornate. “Sebbene il rischio sia estremamente basso, le persone che soffrono di mal di testa persistenti, visione offuscata, mancanza di respiro, dolore toracico, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente o lividi insoliti entro tre settimane dalla somministrazione del vaccino J&J dovrebbero ricevere rapidamente cure mediche”, spiegano dai Cdc. Venerdi’ 23 aprile il comitato consultivo per le immunizzazioni Cdc ha raccomandato agli Stati Uniti di riprendere la somministrazione del vaccino Johnson & Johnson contro il Covid-19, assicurando che i benefici superano nettamente i fattori di rischio. La raccomandazione, che e’ stata adottata con dieci voti a favore, quattro contrari e un’astensione, aprira’ la strada ai regolatori statunitensi per revocare gia’ questo fine settimana la sospensione delle somministrazioni. Il comitato, un gruppo esterno di esperti che ha il compito di consigliare i Cdc, ha deciso la scorsa settimana di posticipare la propria decisione sul vaccino, mentre i funzionari hanno continuato a indagare sui casi di sei donne, di età  compresa tra 18 e 48 anni, che hanno sviluppato trombosi a circa due settimane dall’inoculazione del vaccino J&J. A seguito di tali eventi, il 13 aprile scorso la Food and Drug Administration (Fda) – l’agenzia statunitense che regola i prodotti alimentari e farmaceutici – ha chiesto agli Stati di sospendere temporaneamente l’uso del preparato in questione in via precauzionale.

 

Covid: Usa, 572.625 morti e 32 milioni di contagi da inizio pandemia

Gli Stati Uniti hanno raggiunto lunedì 32.119.748 casi confermati di contagi da SARS-CoV-2 e 572.625 morti per Covid-19, secondo i calcoli della Johns Hopkins University. Questo conteggio alle 20.00 ora locale (00.00 GMT martedi’) è di 431 morti in piu’ rispetto a domenica e 43.669 nuove infezioni. La California è ora lo stato più colpito dalla pandemia con 61.482 morti, seguita da New York (52.042), Texas (49.967), Florida (34.912), Pennsylvania (25.976), New Jersey (25.399) e Illinois (24.150). Altri stati con un gran numero di morti sono Georgia (20.009), Ohio (19.122), Michigan (18.446), Massachusetts (17.562) o Arizona (17.268). In termini di infezioni, la California ha 3.733.005, seguita dal Texas con 2.878.438, la Florida e’ terza con 2.212.097 e New York e’ quarta con 2.034.102. Il bilancio provvisorio dei morti – 572.625 – supera di gran lunga il limite inferiore delle stime iniziali della Casa Bianca, che prevedeva al massimo tra 100.000 e 240.000 morti per la pandemia. Joe Biden ha previsto che in totale piu’ di 600.000 persone moriranno nel paese a causa del virus. Da parte sua, l’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) dell’Universita’ di Washington, i cui modelli per prevedere l’evoluzione della pandemia sono spesso utilizzati dalla Casa Bianca, stima che circa 610.000 persone saranno morte entro il 1 agosto. Per quanto riguarda i vaccini, circa 140,9 milioni di persone (42,5% della popolazione) hanno ricevuto almeno una dose, di cui 95,8 milioni (28,9%) sono gia’ stati completamente vaccinati, secondo i Centers for Disease Control and Prevention.

 

Covid: Colombia, 12.839 nuove infezioni e 448 morti nelle 24 ore

In Colombia 448 nuovi morti per il Covid (71.799 il numero complessivo), mentre quasi tutte le unita’ di terapia intensiva (ICU) degli ospedali delle principali citta’ del Paese sono sotto stress a causa dell’aggressivita’ del terzo picco della pandemia. Il Paese ha anche segnalato oggi 12.839 nuove infezioni che portano il numero totale di casi a 2.787.303, di cui 103.686 rimangono attivi, pari al 3,71%. Sono invece 2.602.489 i pazienti guariti, corrispondenti al 93,36% delle persone che hanno contratto la malattia.

 

Covid: Brasile, 28.636 nuovi casi e 1.139 morti nelle ultime 24 ore. “No allo Sputnik”

Il Brasile ha registrato 28.636 nuovi casi e 1.139 morti associati al coronavirus nelle ultime 24 ore, in un timido rallentamento della pandemia e malgrado l’allentamento di alcune misure di contenimento prese dagli Stati. Sono queste le cifre ufficiali rilasciate lunedi’ dal governo. Il Ministero della Salute, nel suo ultimo bollettino epidemiologico, ha detto che tra domenica e lunedi’ c’e’ stata una diminuzione del numero di decessi giornalieri (-12,72%) e del numero di infetti (-12,08%) rispetto alle 24 ore precedenti. Tuttavia, le cifre giornaliere riportate la domenica e il lunedi’ possono essere piu’ alte perche’ i fine settimana, a causa della mancanza di personale in alcuni comuni lontani dai grandi centri urbani, non vengono calcolati e appaiono solo nel consolidato del martedì.

Intanto, l’Agenzia di vigilanza sanitaria brasiliana (Anvisa) ha negato la richiesta di numerosi Stati per l’importazione del vaccino russo Sputnik spiegando che non ci sono dati sufficienti per verificarne la sicurezza e l’efficacia. “Non consentiremo mai che milioni di brasiliani vengano esposti a prodotti senza le necessarie verifiche di qualità, sicurezza ed efficacia”, ha detto il presidente di Anvisa, Antonio Barra Torres.

 

Covid: in Peru’ superato il tetto dei 60 mila morti

Il Perù ha superato i 60.000 morti di Covid-19, con quasi 1,8 milioni di persone infettate e una seconda ondata di contagi che e’ al suo massimo da quando la pandemia e’ scoppiata, 13 mesi fa. Nelle ultime 24 ore, 289 nuovi decessi sono stati registrati, portando il bilancio totale delle vittime a 60.013, secondo i dati forniti dal ministero della Salute. Il bollettino ufficiale ha contato 6.611 nuove infezioni lunedì e ha portato a 1.768.186 il numero di casi confermati di Covid-19 nel paese che conta 33 milioni di abitanti. Aprileè stato uno dei mesi più letali per la crisi sanitaria, con medie giornaliere di 300 e 400 morti. La mortalità cosi’ alta del virus è stata determinata dalla presenza nel paese della variante brasiliana del virus. “Siamo gia’ all’apice della seconda ondata ed e’ davvero terribile quello che sta succedendo nel nostro paese e in altri paesi della regione, alcuni dei quali sono in situazioni peggiori della nostra”, aveva dichiarato giovedi’ scorso il presidente ad interim Francisco Sagasti.

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