lunedì, Giugno 21, 2021
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Dalla frutta al latte, le cooperative tornano protagoniste nell’agroalimentare

Sarà che il verbo “cooperare” è stato invocato di recente anche dal premier Mario Draghi come una necessità da praticare persino con i dittatori, di fatto, nel settore agroalimentare in Italia la cooperazione sta conoscendo in epoca di pandemia un rinnovato e inaspettato appeal. Da Nord a Sud dal vino all’ortofrutta, dal settore biologico a quello lattiero caseario fino allo zucchero i produttori agricoli stanno riscoprendo il fascino ma soprattutto la rete di sicurezze legata al vincolo cooperativo.

Le ragioni sono molteplici. In primo luogo la certezza di una remunerazione, talvolta inferiore ai valori in passato spuntati sul mercato, ma certa. Un aspetto non di poco conto in un anno che ha visto a causa della chiusura del canale horeca (bar e ristoranti) molti segmenti produttivi, dal vino ai prodotti di qualità, dalla pesca all’ortofrutta, soffrire per il forte ridimensionamento di uno sbocco di mercato che per molte imprese è spesso esclusivo. Ma soprattutto la capacità di aggregazione dell’offerta della cooperazione ha consentito un maggior potere contrattuale nei confronti della grande distribuzione, sbocco chiave nei mesi della pandemia.

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La forza nell’ortofrutta

Tra i settori nei quali si registra il maggior numero di adesioni c’è l’ortofrutta, comparto che già prima della pandemia aveva vissuto stagioni difficili a causa delle avversità atmosferiche e del flagello della cimice asiatica. Un caso eloquente è quello di Orogel, cooperativa specializzata nella lavorazione del congelato.

«Attualmente Orogel conta 1.600 soci – spiegano ad Alleanza delle cooperative agroalimentari – e riceve continuamente richieste di ingresso da produttori soprattutto di Emilia Romagna, Veneto, Basilicata e Puglia. Tra le ragioni di questa corsa la certezza del reddito e anche la sua misura visto che quest’anno per la pandemia Orogel ha deciso di riconoscere ai soci una maggiorazione dell’1,5% per venire incontro alle loro difficoltà. Ma anche il fondo ad hoc messo a punto da Orogel per far fronte a mancanze di prodotto a causa di gelate o calamità naturali e che garantisce ai soci almeno una percentuale del conferimento medio registrato per coltura e areale».

Sempre nel settore ortofrutticolo Conserve Italia, il Gruppo conserviero bolognese sta espandendo la propria base sociale nel Salento dove c’è interesse dei produttori alla coltivazione del pomodoro da industria all’interno di una filiera cooperativa capace di collocare il prodotto con marchi di primo piano come Cirio e Valfrutta.

[Fonte] RSS Feed da www.dissapore.com www.gustoblog.it www.ilsole24ore.com

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