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Francia, migliaia in piazza per chiedere giustizia per Sarah Halimi

PARIGI – Migliaia di persone sono scese in piazza in tutta la Francia – 20 mila solo a Parigi – rispondendo all’appello di collettivi e rappresentanti delle comunità ebraiche per protestare contro la rinuncia a processare il colpevole del femminicidio di Sarah Halimi, 65 anni, commesso nel 2017. Il delitto, a sfondo antisemita, scosse nel profondo il Paese ed è tornato al centro del dibattito pubblico dopo la scelta dei giudici di non processare il responsabile, Kobili Traoré, vicino di casa di Halimi, che la spinse giù da una finestra. I giudici hanno ritenuto che l’uomo, che avrebbe urlato “Allah u Akbar” nell’aggredirla, non sia penalmente responsabile nonostante abbia confessato, perché era in stato “di grave delirio” a causa del massiccio consumo di cannabis.

“Senza giustizia non c’è Repubblica”, si leggeva sul principale striscione del corteo, arrivato al Trocadero. In testa, il collettivo ‘Arire per Sarah Halimi’. Tanti i cartelli mostrati dai manifestanti, come ‘Niente diritti senza giustizia’ e ‘Giustizia strafatta?’. “La protesta è cresciuta – ha detto William Attal, fratello della vittima – e la speranza è tornata”. In molti hanno chiesto di cambiare la legge esistente, che considera appunto “irresponsabile” chi agisce in modo criminale sotto l’effetto di droghe.

Antisemitismo, lo spettro della Francia

Umberto Gentiloni

27 Marzo 2018

Poco prima della manifestazione, il ministro della Giustizia, Eric Dupond-Moretti, ha annunciato che a fine maggio presenterà un progetto di legge mirante a “colmare un vuoto giuridico”. Appello lanciato anche dal presidente Emmanuel Macron.

Il 14 aprile la Cassazione ha confermato il carattere antisemita del delitto, ribadendo però anche l’irresponsabilità penale dell’assassino, dal 2017 ricoverato in ospedale in un reparto di psichiatria, in quanto “privo di discernimento al momento dei fatti”. Traoré, forte consumatore di cannabis, sarebbe stato la sera del delitto in preda a una sorta di “delirio”. Il presidente del Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia (Crif), Francis Kalifat, ha auspicato in un’intervista a Le Journal du Dimanche che la futura legge porti il nome di Sarah Halimi: “Sarà una forma di omaggio che le rendiamo, visto che non ha potuto avere giustizia”.

La rabbina Horvilleur: “L’antisemitismo? Non è un problema degli ebrei, ma della Francia”

Anais Ginori

27 Marzo 2018

Sit-in di protesta anche a Roma, organizzato dalla Comunità ebraica di Roma, vicino all’ambasciata francese. La manifestazione – si legge in una nota – si è svolta in contemporanea alle proteste di Parigi, Tel Aviv, New York e Londra, in un appuntamento mondiale di contestazione.

 

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