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Recovery plan, per l’agricoltura 3,9 miliardi in risorse idriche e contratti di filiera

Quasi 4 miliardi di euro (3,88) per cambiare volto all’agricoltura italiana rafforzandone la competitività, accompagnandone l’evoluzione sul piano energetico, rendendola più sostenibile sul piano produttivo e più forte sul piano infrastrutturale per fronteggiare i cambiamenti climatici e il dissesto idrogeologico. È quanto è previsto dal Piano nazionale di rilancio e resilienza in tema di agroalimentare nella bozza che sarà il 24 aprile all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri.

I principali “assi” agroalimentari riguardano i contratti di filiera e di distretto (strumento col quale si punta a rafforzare alcune specifiche produzioni e a riequilibrare i rapporti tra l’anello produttivo e quello commerciale) per i quali è previsto un budget di 833,3 milioni di euro. Un’analoga somma (833,3 milioni) è messa a disposizione del Piano per la logistica come anche della realizzazione del “parco agrisolare” mentre un plafond di 500 milioni di euro sarà destinato alle innovazioni nella meccanizzazione e negli impianti di molitura.

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Infine, sempre nell’ottica dei principali assi di intervento, 880 milioni di euro saranno destinati gli investimenti per l’adeguamento delle infrastrutture irrigue per migliorare la gestione delle risorse idriche. Va sottolineato che di questa somma circa 360 milioni riguarderanno progetti già in corso mentre oltre 500 progetti nuovi

Gli obiettivi, dichiarati, degli investimenti sono quelli di incrementare la competitività del sistema alimentare il tutto nel quadro però della sua sostenibilità. E per questo una parte rilevante delle risorse è dedicata a incentivare la produzione energetica da fonti rinnovabili, la riduzione delle emissioni e in genere il miglioramento della sostenibilità del processi produttivi.

La fiche finanziaria più robusta (880 milioni) tra i singoli assi è quella dedicata all’adeguamento delle infrastrutture irrigue. Un pacchetto di interventi dai quali ci si attende di rendere più efficiente la gestione della risorsa acqua (consentendo così di contrastare meglio la siccità e gli effetti dei cambiamenti climatici) ma al tempo stesso prevenire e combattere il dissesto idrogeologico.

[Fonte] RSS Feed da www.dissapore.com www.gustoblog.it www.ilsole24ore.com

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