venerdì, Giugno 18, 2021
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Vacanze, dopo un anno in lockdown si è pronti a spendere di più. Le mete preferite

I viaggiatori, e soprattutto quelli in erba, stanno spendendo di più per prenotare le vacanze 2021. Lo dicono i dati raccolti da Club Med, che hanno delineato i contorni di una nuova tendenza legata al turismo, e cioè il cosiddetto “revenge travel”, la voglia di spendere di più dopo un anno dove ci si è negati tutto. C’è dunque questa volontà a recuperare quanto la pandemia ha tolto, capitalizzando i soldi non spesi (e si spera rimborsati per la cancellazione del volo e del soggiorno) per una vacanza con maggiori concessioni dal punto di vista del portafoglio.

Verso il pieno di turisti in Turchia, Portogallo e Grecia

Stando alle prenotazioni registrate a febbraio dal tour operator francese, uno dei pionieri dei pacchetti “all inclusive”, il valore medio degli ordini è cresciuto del 20% rispetto allo stesso mese dell’anno passato, segno per l’appunto che c’è maggiore disponibilità di spesa da parte dei viaggiatori, soprattutto per alcune destinazioni. I resort di Club Med in Turchia, Grecia e Portogallo sono attualmente le mete più popolari e sulla carta quelle che faranno in estate il pieno di turisti internazionali (sempre e comunque in relazione alla possibilità di poterle raggiungere senza particolari ostacoli).

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Il 2021 sarà ancora l’anno della staycation con più lussi

La possibilità che i prezzi delle vacanze 2021 possano essere più alti, per scelta o per necessità, lo dice anche una recente ricerca condotta dalla piattaforma di booking alberghiera inglese Hoo, secondo cui circa tre quarti di tutte le prenotazioni in 16 mercati chiave (il 18% in più rispetto al medesimo periodo del 2020) si muovono in direzione di una vacanza entro i confini nazionali, mentre nel 24% dei casi si preferisce spostarsi verso l’estero. Vacanze ancora all’insegna dello “staycation”, dunque, ma con la differenza non marginale (rispetto al 2020) che i viaggiatori spenderanno di più. La forte domanda di soggiorni entro i confini nazionali è la causa principale per il rincaro dei prezzi delle sistemazioni alberghiere nelle principali città (si parla di un aumento medio del 16% rispetto allo scorso anno) e interesserà diversi Paesi. La preferenza al turismo interno, stando ai dati di Hoo, è più marcata a Singapore, in Nuova Zelanda, Australia, Sud Africa, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, con un indice di prenotazioni verso le strutture domestiche che supera il 90%. Messico, Marocco e Canada sono invece i Paesi dove si registrano le percentuali più basse per quanto riguarda la voglia di fare vacanze entro le frontiere nazionali.

Viaggi all’insegna dell’aria pulita

Un’altra ricerca di Hoo ha invece messo a fuoco un altro possibile aspetto di quella che sarà l’estate 2021, e cioè il fattore “ambientale”. La scelta della destinazione, per molti turisti, sarà direttamente legata al livello di inquinamento del luogo di vacanza, anche a costo di spendere di più. La metà del campione di oltre 2.500 persone intervistate dalla piattaforma opterebbe per una città con una qualità dell’aria migliore e sarebbe disposto anche a viaggiare più lontano e a rimanere all’estero per un periodo più lungo. Un viaggiatore su due (il 48% per la precisione), inoltre, ha confermato che pur di andare in una località con un livello di inquinamento più basso sarebbe disposto ad accollarsi costi maggiori. Combinando i due fattori (tariffe e livelli di inquinamento atmosferico), Hoo ha comparato il costo medio di un hotel per notte in 47 mete in tutto il mondo e le emissioni nei giorni di superamento della soglia critica. A sorpresa, la destinazione che presenta il compromesso migliore per chi cerca camere a prezzi abbordabili e vorrebbe evitate di intossicare i propri i polmoni di smog è Rio de Janeiro, dove si possono spendere l’equivalente di soli 56 euro a notte. Alle sue spalle, nell’ordine troviamo Mosca, Bogotà, Las Vegas, Toronto, Chicago, San Paolo, Auckland, Vancouver e Lisbona. Meglio evitare Città del Capo, in Sudafrica, che si classifica come la peggiore destinazione per l’inquinamento atmosferico (le migliori sono invece Auckland e Toronto), benché sia una meta molto conveniente.

Gli alberghi italiani guidano la corsa ai rincari, ribasso negli Usa

L’Italia, e questo parametro è comunque tutto da verificare, è invece nel novero dei Paesi dove soggiornare in albergo costerà di più: guida la classifica il Marocco, con un rincaro previsto del 92%, mentre l’Italia, con un aumento dei listini del 43%, si posiziona fra la Francia (+44%) e il Regno Unito (+21%). In controtendenza ci sono invece Sud Africa, Nuova Zelanda e Stati Uniti, dove il prezzo medio di un hotel nelle principali città è sceso rispettivamente negli ultimi dodici mesi del 35%, del 13% e dell’8%.

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