Nuova protesta dei ristoratori: questa volta hanno bloccato la A1 all’altezza di Firenze, con anche un manifestante che è stato investito. Sono sempre i ristoratori di Tni Italia a scendere in piazza: prima hanno bloccato la A1 all’uscita di Incisa in direzione sud, poi da ambo le direzioni. Le misure di riapertura graduale previste dal governo di Mario Draghi non sono piaciute ai ristoratori che da giorni ormai stanno organizzando contestazioni un po’ ovunque.

Questa volta Pasquale Naccari, presidente di Tni, ha sottolineato che gli imprenditori sono stanchi di subire: vogliono riaprire e tornare a lavorare utilizzando i protocolli di mense e autogrill. E ha ribadito che vogliono lavorare, ma non all’esterno al freddo.

Ha voluto dire la sua anche Ermes Ferrari, quel ristoratore di Modena che nella protesta di Roma del 6 aprile si è vestito come uno sciamano, imitando Jake Angeli a Capitol Hill. Ferrari si è stupito di come tutti si siano concentrati sul “cappello e due corna” e non sulla gente che chiedeva aiuto piangendo davanti al Parlamento. E parla di un disegno criminale per boicottare le partite Iva italiane.

Nel frattempo, mentre la protesta andava avanti con una diretta su Facebook, uno dei manifestanti, un ristoratore emiliano, è stato investito da un’auto. L’uomo si era posizionato di fronte a una macchina per impedirle di passare, ma l’auto ha deciso di andare avanti e il manifestante è caduto a terra, facendosi male a una spalla.

L’automobilista è poi stato fermato e identificato dalla Polizia stradale di Firenze Nord al casello di Barberino del Mugello sulla A1, direzione nord. Sempre la medesima auto pare che abbia urtato anche un altro manifestante, il quale ha riportato solamente una contusione alla mano.

Ma cosa chiedono esattamente i ristoratori? Pare che siano undici le cose che vogliono:

  • no al coprifuoco
  • apertura dal 25 aprile a pranzo e cena sia dentro che fuori i locali
  • no al distanziamento di due metri
  • no al pagamento solo tramite Pos
  • permesso di avere tavoli per frequentatori abituali e non solo per congiunti
  • necessità dei voucher emergenziali
  • esonero della richiesta del Durc
  • moratoria legge Bersani fino al 2023
  • no al pass vaccinale
  • abolizione tetto del 30% per gli indennizzi
  • mai più chiusure