domenica, Giugno 13, 2021
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«I giovani sono troppo soli»

Ancora un pestaggio a Colleferro. Sabato scorso, in pieno centro e in pieno giorno alcuni ragazzi, giovanissimi, hanno preso a calci e pugni Lorenzo, residente a Segni, 17 anni. Si sono fermati solo quando l’hanno visto perdere i sensi dopo essere caduto a terra e aver battuto la testa. «Per un momento ci è sembrato di rivivere un incubo poi per fortuna ci siamo accorti che la situazione era meno grave», racconta al telefono Pierluigi Sanna, sindaco di Colleferro, che per primo ha segnalato l’accaduto con un post di condanna su Facebook.

Meno grave rispetto al pestaggio che ha tolto la vita a Willy Monteiro Duarte, lo scorso settembre, preso a calci e pugni per aver difeso un amico. Una storia di violenza inaudita ma anche di un sorriso spezzato a cui Vanity Fair ha dedicato il murales realizzato da Gionata Gesi, in arte Ozmo,  a Paliano, dove Willy viveva con la sua famiglia. 

Lorenzo è stato picchiato per lo stesso motivo, perché qualche settimana prima aveva preso le parti di un amico contro un gruppo di bulli. Gli stessi che hanno fatto passare qualche tempo per poi scagliarsi contro il ragazzo, che ora è ricoverato all’ospedale San Giovanni di Roma, in prognosi riservata ma non è in pericolo di vita.

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«La città naturalmente è scossa», continua il sindaco Sanna. «Anche se la vicenda è molto diversa da quello che è accaduto a Willy. Si tratta di tre giovanissimi, purtroppo il fatto è grave e va condannato. Nessun tipo di violenza può essere accettata.  Non credo che si tratti di una questione di sicurezza perché il fatto è accaduto in pieno centro e le forze dell’ordine sono intervenute immediatamente. Non possiamo nemmeno pensare di mettere un poliziotto a ogni metro, credo sia piuttosto una mancanza di valori, di approccio al dialogo. Una mancanza di confronto, dovuta anche probabilmente a un anno di Covid che ha portato questi ragazzi a una condizione di isolamento ancora più forte».

Gli aggressori di Lorenzo sono stati identificati e portati in carcere a Rieti con l’accusa di concorso in lesioni gravissime. Tutti praticano la stessa arte marziale praticata agli assassini di Willy, ovvero la Mma: Mixed Martial Arts, un mix di boxe e arti marziali.

«Colleferro non è il Bronx, è una città in cui ci sono decine di impianti sportivi pubblici, biblioteche, teatri, auditorium, non mancano i luoghi di aggregazione. Abbiamo investito tanto sui giovani. Certo è che questi luoghi da un anno sono chiusi, così come la scuola. Probabilmente, questo aggrava la situazione di smarrimento di questa gioventù che pensa che la violenza possa essere in alcuni casi il mezzo di risoluzione delle controversie».

Dopo l’accaduto, il sindaco Sanna e l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato, si sono recati in ospedale per incontrare Lorenzo. «Sta meglio anche se è ancora confuso. Per i nostri ragazzi stiamo investendo molto ma non basta. Non basta quello che fanno le famiglie che sono sempre più sole, non basta quello che fa la scuola che è sempre più debole. Serve un patto generazionale tra generazioni e istituzioni pubbliche e religiose, o si lavora tutti dalla stessa parte non lasciando spazio alla solitudine e all’isolamento di questi ragazzi, oppure saranno sempre di più quelli che intraprenderanno questa strada».

C’è una parola che risuona tra quelle pronunciate in queste ore dal sindaco Sanna: gentilezza. «Sicuramente coinvolgerò tutte le istituzioni, anche le famiglie a un dibattito pubblico su questi temi, all’apertura di maggiori luoghi, di opportunità per i nostri ragazzi che hanno il compito di scegliere la strada giusta, di non perdersi ma hanno anche bisogno di chi li accompagni. La violenza non è mai una soluzione e noi che siamo i padri, come popolo, dell’umanesimo dobbiamo scegliere sempre la strada del confronto, dell’approfondimento, della conoscenza e direi anche della gentilezza. La gentilezza sembra quasi una cosa da deboli e invece è una virtù che soltanto i forti hanno la possibilità di utilizzare».

Infine la vicinanza alle famiglie coinvolte. «Il gesto va condannato duramente ma capisco anche il dramma delle famiglie. Sono famiglie semplici e non cedo che abbiano meritato il linciaggio mediatico subito nelle ultime ore. I ragazzi sono già in carcere, pagheranno. Io credo che anche su questo sia importante riflettere. Dobbiamo essere ligi alle regole, rispettosi delle norme, delle forze dell’ordine e della magistratura, ma anche umani: non abbiamo bisogno di forche, piuttosto di intelligenza».

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