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5 cose da osservare in Bitcoin questa settimana

Bitcoin (BTC) inizia una nuova settimana scalando di nuovo in direzione dei 60.000$, mentre lo shock causato dal crollo del week-end continua a dissolversi.

Dopo aver toccato un minimo a 52.000$ in un sell-off improvviso, Bitcoin ha trascorso gli ultimi due giorni a recuperare lentamente le sue perdite. Qual sarà il prossimo passo?

Cointelegraph presenta cinque fattori da prendere in considerazione durante la nuova settimana di trading.

Azioni pronte per “up only” nel breve termine

Il quadro macroeconomico è piuttosto stabile in Asia ed Europa, con i mercati statunitensi non ancora aperti.

Gli investitori sono stati accolti da una situazione eterogenea, ma la volatilità è stata largamente assente. Solo il petrolio ha mostrato segni di debolezza più pronunciati.

Pertanto, non c’è da aspettarsi un grande impatto su Bitcoin dai movimenti nelle azioni, che nelle prossime settimane dovrebbero continuare a segnare nuovi record.

Russel Chesler, responsabile degli investimenti e dei mercati di capitale presso il ramo australiano del gestore di investimenti crypto-friendly VanEck, ha riassunto il contesto in una nota citata da Bloomberg:

“La nostra opinione attuale è che, con i tassi d’interesse a breve termine destinati a restare bassi per il medio termine e le nostre previsioni di una continua crescita degli utili, è improbabile che l’aumento dei tassi d’interesse a lungo termini provochi una contrazione del mercato azionario.”

Le preoccupazioni legate al coronavirus persistono nonostante il rialzo implacabile delle azioni, con un record la scorsa settimana di casi segnalati in tutto il mondo.

Le reazioni economiche continuano a variare, con un’accozzaglia di aperture e chiusure a caratterizzare gli ultimi tentativi dei paesi per controllare l’epidemia.

Bitcoin si riprende dal crollo a 52.000$

Nelle cerchie di Bitcoin, il tema principale rimane naturalmente la price action nel fine settimana, che ha visto un’improvvisa cascata di vendita, facendo precipitare BTC/USD di 7.000$ nel giro di pochi minuti.

Toccando un minimo a poco più di 52.000$, il crollo ha rispecchiato diversi eventi simili avvenuti quest’anno, e Bitcoin è riuscito a recuperare circa il 50% del terreno perduto in qualche ora.

Grafico orario di BTC/USD (Bitstamp)Grafico orario di BTC/USD (Bitstamp). Fonte: TradingView

Tuttavia, le reazioni sono divise tra chi considera la volatilità “ordinaria amministrazione” e le opinioni più conservative che annunciano la fine della bull run.

Come segnalato da Cointelegraph, i sospetti si stanno focalizzando su un blackout in Cina che ha colpito l’hash rate, oltre a voci di un potenziale provvedimento legale negli Stati Uniti contro istituzioni finanziarie non specificate per quanto riguarda il riciclaggio di denaro.

Nella sua analisi degli eventi, il noto statistico Willy Woo ha evidenziato sia la Cina che le azioni dei trader di future come fattori contribuenti alle perdite:

“Abbiamo appena visto il più grande calo giornaliero dell’hash rate da novembre 2017. L’hash rate sul network si è praticamente dimezzato, causando caos nel prezzo di BTC.”

Suggerendo che in futuro potrebbe presentarsi un nuovo rialzo sostenuto, Woo ha indicato il “reset” di un parametro on-chain, lo spent transaction output ratio (SOPR), mostrando che presto gli investitori a lungo termine smetteranno probabilmente di vendere del tutto.

“Il parametro on-chain SOPR è vicino a un reset completo. Un classico segnale di acquisto,” ha aggiunto.

“In termini semplici, la vendita di realizzo da parte di investitori a lungo termine si sta concludendo: rimane pochissima potenza di vendita a meno che gli investitori vogliano vendere in perdita dal loro prezzo di entrata. Improbabile in un bull market.”

I fondamentali puntano verso l’alto

Non si tratta solo del SOPR: un grande numero di indicatori e fondamentali relativi al network di Bitcoin appoggiano la prospettiva rialzista, anche se BTC/USD si trova al di sotto del massimo segnato a febbraio di 58.300$.

Secondo Woo e altri, un fattore di particolare importanza è il trasferimento di fondi a investitori che tradizionalmente HODLano invece di vendere, un’altra caratteristica distintiva del rally di Bitcoin negli ultimi mesi.

Grafico del cambiamento dell’offerta liquida di BitcoinGrafico del cambiamento dell’offerta liquida di Bitcoin. Fonte: Willy Woo/Twitter

“HODLer seri e mani forti stanno comprando questa correzione. Nelle ultime 24 ore, più di 200.000 Bitcoin sono diventati illiquidi, un record intoccato da 3 anni,” ha aggiunto domenica l’analista William Clemente.

“Questo aumento dell’offerta illiquida non coinvolge solo compratori di correzioni senza precedenti di vendita, ma anche una parziale accumulazione da 5-6 mesi fa di wallet che hanno appena superato la soglia ‘illiquida’ per questo parametro.”

Infine, circa il 13,5% dell’offerta totale disponibile di Bitcoin è stata attiva sopra i 53.000$, cosa che secondo Woo conferma lo status della principale criptovaluta come un asset da 1 bilione di dollari. A circa 53.800$, il market cap di Bitcoin raggiunge 1.000 miliardi di dollari.

“Questa contrazione è avvenuta mentre un numero senza precedenti di nuovi utenti arrivano sul network ogni giorno. Nelle ultime 2-3 settimane c’è stato un afflusso di retail,” ha affermato Woo, con il numero di wallet totali vicino a 10 milioni.

La difficoltà diminuisce, favorendo i miner

Uno sguardo più da vicino all’hash rate, che a un certo punto è diminuito quasi del 50%, mostra una ripresa in corso parallela al prezzo.

Stando alle stime approssimative di Blockchain.com, l’hash rate del network di Bitcoin è già tornato sopra 150 exahash al secondo, dopo aver superato la scorsa settimana il traguardo dei 200 EH/s per la prima volta nella storia.

Grafico dell’hash rate di BitcoinGrafico dell’hash rate di Bitcoin. Fonte: Blockchain

L’abbandono del network da parte dei miner a causa di problemi di elettricità porta al calo della difficoltà per incentivare nuovi operatori a partecipare.

Un’ulteriore conferma che il problema del week-end è stato decisamente temporaneo arriva dalle previsioni sulla difficoltà. Tra due settimane, con il prossimo regolamento la difficoltà diminuirà solo del 4%: un movimento modesto che potrebbe comunque essere annullato del tutto dal ritorno dei miner.

Questo equilibrio tra l’hash rate e la difficoltà è senza dubbio l’aspetto più importante di Bitcoin, che consente all’ecosistema di autogovernarsi e preservare sicurezza e funzionalità a prescindere da eventi improvvisi che influenzano partecipanti al network.

La banca centrale cinese loda Bitcoin e le stablecoin

In un altro evento inaspettato probabilmente non ancora pienamente scontato dal mercato, la Cina ha elargito un inaudito sigillo di approvazione alle criptovalute come “alternativa d’investimento.”

Nel suo intervento durante una conferenza organizzata da CNBC, Li Bo, vice-governatore della Banca Popolare Cinese, ha appoggiato sia Bitcoin che le stablecoin:

“Consideriamo Bitcoin e le stablecoin crypto asset… sono alternative d’investimento.”

Tali commenti sono sorprendenti in quanto, pur essendo il polo principale per il mining di Bitcoin, da settembre 2017 la Cina ha vietato completamente il trading e le transazioni di criptovalute.

“Ogni paese che vieta Bitcoin prima o poi annulla il divieto. Semplicemente, non è possibile essere competitivi nell’economia del XXI secolo senza,” ha commentato Charles Edwards, fondatore della società d’investimento Capriole.

“La Cina sta giocando a scacchi in 4D. Gli ultimi 3 giorni hanno reso molto chiaro che dominano ancora il mining globale.”

Il mercato ha reagito a malapena a questa conferma di alto livello del potenziale a lungo termine di Bitcoin. Al momento della stesura, Bitcoin si trova a 56.150$: ancora lontano da livelli di resistenza familiari.

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