martedì, Maggio 18, 2021
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«Sono un negazionista, e lo dico a testa alta»

«C’è un disegno che non si vuole far sapere, questa è la verità». È con queste parole che Miguel Bosé rilascia un’intervista sconvolgente alla tv La Sexta, la prima dopo la morte di sua madre Lucia Bosé e l’ annuncio di essere un negazionista del Covid-19, cosa che lo ha portato a essere bannato da Twitter per aver diffuso fake news: «Sono negazionista e questa è una posizione che tengo a testa alta» racconta Bosé al giornalista Jordi Évole aggiungendo che sua madre non è stata uccisa dal virus, «ma da qualcos’altro.

Se parlassi direi cose molto pericolose per chi doveva curarla».

«Ho vissuto anni selvaggi, nei quali scoprii la mia parte oscura. Droga, sesso bestiale, sostanze…» riprende Bosé in quest’intervista che andrà in onda nella sua versione integrale il 18 aprile. Tutto cominciò una notte alla fine degli anni Ottanta, dopo una delusione d’amore: «Chiamai alcuni amici e dissi loro: ho bisogno di fare festa. Ricordo il primo bicchiere, e poco dopo la prima striscia di coca. Gli effetti mi durarono una settimana». Presto quella diventò la sua vita quotidiana: «Pensavo che fosse una parte necessaria, legata alla creatività. Ma da un giorno all’altro le droghe smettono di essere tue alleate e diventano il tuo nemico. Fino al giorno in cui ho avuto la forza di dire basta». «Non uscivo più nei locali, ma mi facevo lo stesso tutti i giorni. Sono arrivato a consumare quasi due grammi di cocaina al giorno, oltre a fumare marijuana e a prendere pastiglie. Solo sette anni fa ho smesso per sempre con tutta questa roba».

Pur senza nominarlo mai, Bosé parla anche della rottura con il suo ex compagno Nacho Palau, che ha generato una lunga battaglia legale per l’affidamento dei loro quattro figli Diego, Tadeo, Ivo e Telmo. «Quando questa relazione ha cominciato ad andare male, quando l’amore non esiste più e anche l’amicizia e la convivenza civile spariscono, quando tutto crolla… prima incassi tutto, ma poi esplodi. Così per me sono incominciati problemi seri. Uno di questi è stata la voce: adesso almeno posso parlare, però sono arrivato proprio a non riuscire ad emettere suoni, zero». Oggi Miguel Bosé vive in Messico, che ammette di sentire la mancanza del padre Luis Miguel Dominguín («Lui voleva da me, figlio primogenito, un erede fatto su misura per lui»), lavora come coach nel programma La Voz México, pronto a tornare a esibirsi dal vivo entro «la fine dell’anno prossimo».

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