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Coronavirus e passaporto vaccinale: un’idea non nuova in caso di epidemia

Coronavirus e passaporto vaccinale, un’idea che sembra moderna, ma che in realtà ha più di 120 anni. Ecco la sua storia.

Coronavirus e passaporto vaccinale, sembra una novità degli ultimi tempi, ma in realtà è molto vecchia. Un’idea del genere era già stata ipotizzata più di 120 anni fa, in occasione di un’altra epidemia sanitaria che aveva messo in ginocchio molte persone. Oggi torna alla ribalta, perché c’è chi ipotizza di istituire un vero e proprio passaporto per la vaccinazione contro il coronavirus (o che contenga informazioni in merito alla negatività, con certificazione di tampone eseguito poco prima della partenza).

In tutto il mondo si parla di passaporto vaccinale per poter tornare a viaggiare e a vivere quella normalità che abbiamo perduto da un anno. Chi è vaccinato e immunizzato contro la Covid-19 potrà viaggiare liberamente e spostarsi senza bisogno di quarantena o altri provvedimenti. Un’idea non nuova e che già più di un secolo fa ha incontrato molte difficoltà. A raccontarlo è Sanjoy Bhattacharya, direttore del Collaborating Center for Global Heath Histories dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

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Coronavirus e passaporto vaccinale, un problema lungo 120 anni

Intorno al 1897, come spiega Bhattacharya in un’intervista al sito della tv pubblica Usa Npr, Waldemar Hafkline, uno scienziato di Odessa, in Russia, aveva sviluppato il vaccino per la peste. Iniziarono a usarlo nelle colonie britanniche in India e molti si chiesero se non fosse opportuno avere una prova dell’avvenuta vaccinazione in determinate occasioni. Ad esempio per entrare in luoghi meta di pellegrinaggi o altri posti con un’alta densità di popolazione dove sarebbe stato più facile far scoppiare focolai.

Una decisione non facile, come sottolineato dal direttore.

Nessuna autorità mondiale può da sola richiedere questo tipo di requisito. Può solo arrivare dopo una intensa discussione tra tutte le parti in causa.

Oggi esiste un passaporto vaccinale previsto dalle International Health Regulations dell’Oms. Si usa per la febbre gialla, perché alcuni paesi richiedono il vaccino come requisito per poter entrare. Il dibattito attuale riguarda un passaporto vaccinale legato alla pandemia di Coronavirus. L’OMS in un position paper pubblicato a febbraio e reiterato anche in seguito avrebbe espresso parere contrario per i viaggi internazionali.

Foto di Engin Akyurt da Pixabay

Via | Ansa

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